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Volume sesto.
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266
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2.66 Vita DeîI’Arciprete

cadi aggiunse egli Tonavo como, da lui dedicato al Principe Fra Mar-co Antonio Zondadari, Gran Maestro della Religione Gerosolimita-na. Appresso pubblicò due Tomi delle Notizie Istoricbede gli Accadimorti, de’quali con brevi », ma pieni Elogj si fan note a’Posteri lequalità, e prerogative più singolari, per cui eglino meritarono Tesse-re tra gli Arcadi annoverati. Questi Elogj» ancorché siano di varj Au-tori» una gran parte però, e forse la maggiore di essi , stesi furonodalla felice penna del Crescimbeni; a cui perciò prestò a cento de’no-stri Arcadi defunti fono obbligati della immortalità, che egli donò alloro nome; siccome non mancarono chiari Scrittori» che del conti-nuo eterna rendessero la memoria di lui ancor vivente ; Così ora fe-^ ce TAb. Erette ville nella sua opera intitolata : L'Eloquenza del Perga -

mo, e del Foro , tradotta in Italiano da un P.Carmelitano Milanese»nella quale a car. 276. vengono proposte le opere del Crescimbeni peresemplare a quelli, che con purità, ed eleganza Toscana vogliono scri-vere, non men di quella del P. Paolo Segneri ; ed altrettanto fecel’Ab»Anton Maria Salvin! nelle annotazioni fatte al Trattato della perfet-ta Poesia Italiana di Lodovico Antonio Muratori , Tomo secondo»ove si considerano alcuni componimenti poetici del Crescimbeni; Epoi il Salvine fa di lui sì nobile encomio » con dire. - Bisogna rendergiustizia al merito di Monsignor -Arciprete Crescimbeni, che ha corona-ta la nostra Poesia di sì belle notizie , e di sì giusti giudizi de’ nostriPoeti , e tutto il giorno adorna il Mondo di felici suoi parti d'ingegno »ed erudizione .

Ejar. Pronta egli aveva per le stampe la vita di Monsignor Gio: MariaLancisi» Medico di Clemente XI.., da lui scritta, e dedicata alla San-tità sua; ma mentre era per pubblicarla» mancò di Vita questo glo-riosissimo Pontefice suo Sovrano, e Mecenate, e gran sostegno dellaRepubblica letteraria, alla immortal memoriadel quale, siccome egliper l’avanti consecraro aveva molte delle sue belle opere, tanto in prosa »che in versi, così poi stese un ampio, e nobile Elogio, e il di lui Se-polcro ornò di. bella Iscrizione; il qual Elogio chiude il Tomo terzo'delle suddette Notizie de gli Arcadi morti, da esso allor divulgato»s dedicato al merito sublime del foprammentovato Monsignor Fran-cesco de Vico in segno delle tante obbligazioni» che professò a que-sto insigne Prelato, e suo stimatissimo Concittadino, a cui eziandio»per gratitudine nella sua Basilica di S.Maria in Cofmedin, verso la-quale impiegò lo stesso Prelato la sua beneficenza» innalzò egli insie-me col Capitolo Lapida ^indelebile memoria.

Eletto poscia Pontefice Massimo Innocenzio XIII. della nobilissimaCasa Conti Romana, con universa! godimento di Roma» e di tuttc> (il Mondo Cattolico, la nostra Adunanza subito concorse a dar segnidi pubblico giubbilo per la esaltazione del supremo Pastore » che de-gnossi, mentre era ancor Cardinale, di portare tra gli Arcadi il no-me di Aretalgo. Quindi il nostro-disigentissimo Custode, ordinò unaCorona Poetica» e 1 Giuochi Olimpici; per la celebrazione , e recitade’quali il soprammenzionato generosissimo Principe Rusposi apprestò»stili’Esquilino la sua Villa, giacché allora fusi’Aventino mancato eraa gli Arcadi Fuso- del suddetto nobile Teatro-6 Noia