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Volume sesto.
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265
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Gior Mario Crescimbetìi.

ÎO della medesima Chiesa di S.- Maria in Cosmedin , ove comeabbiam detto, era Canonico ; delia quai dignità diede à lui possessiMonsignor Francesco de Vico suo chiariamo Concittadino , Votanted’ambe le Segnature, Prelato domestico., e Segretario della Congre-gazione della Disciplina Regolare, a cui molto si tenne egli obbliga-to per molti onori proccuratigli. Qu indi promosso agli Ordini Sacri,c fatto Sacerdote,' celebrò solennemente la prima Meda nella suaCollegiata il dì nono d’Aprile 1719.giorno di Pasqua di Risurrezione.

Aveva egli poco prima presentato allo stesso Pontefice la CoronaPoetica in lode della Beatissima Vergine Titolare della sita medesimaCollegiata, fatta da gli Arcadi in occasione del ristoramento dellaPiazza, e della Fabbrica della Fontana, di cui facemmo sopra men-zione. Quello però, che iti proposito di tale ristoramento convien quisapere, si è, che avendo un anno avanti il Crescitnbeni ordinata un’

Adunanza letteraria da farsi in Arcadia in lode del Papa medesimo, -liberalissimo Ristoratore della Basilica,, e Piazza della suddetta Colle-giata, ed essendo stata commessa a Monsignor Niccolò Forteguerridottissimo Prelato , nostro Arcade 1’ Orazione, questi con manieragraziosissima facendone scusa col Crescimbeni, gì’inviò una rispostain forma di lettera familiare,- da lui letta in Serbatoio a’28. d’Aprile1718., nella quale degne d’esser qui riferite, e rammentate per granlaude e del Massimo Pontefice, e del Crescimbeni, e della nostra Adu-nanza fono le seguenti parole indirizzate al Crescimbeni stesso in lo-de del detto Pontefice : Se non era. lui, dove sareste voi ; e dove sn- y> r os.degl'Ar~remmoì Dove Volere di tanti Divini Poetie c e lebrat issimi Oratoria cadi tom. 2»Q.tel le scelte così leggiadre, e di Rime, e di Prose , che a noi danno -pag.Ztf •tanto nome, ed a voi tanta lode , se egli non fiancheggiava davvero inostri studs, di che sarebbero elle fiate ripiene a per me dire , quandoavreste voi ne pur pensato di farle ì Li avervi egli dato /’ estere , ed ilconservarvi , sono due belle grazje, sîlfesibeo mio caro , che montano unpoco più sù d’ una Fontana , di una Piazza , e d’un abbellimento diFabbrica ; tanto più , che di queste cose tt’ ha fatte tante , e poi tante ,eh’ egli ha per così dire rinnovata Roma .-

Grato perciò egli ognora più mostrossi verso la magnanima libera-lità del medesimo Pontefice, a! che fare esercitò di continuo Perudi»ta sua penna in dedicare nuove degnissime opere alla Santità Sua; co-me appunto nuovamente fece , dedicandole il secondo Tomo dell’Isto»-ria suddetta dellasua Collegiata intitolato: Stato dì S. Maria inCos-meàin , col Catalogo Cronologico de' Senatori di Roma , colle notizie de?piani antichi della medesima , dell’ Acqua Mariana , del Monte Testac-elo, e delia Ragmanz.a de gli àrcadi, con molte figure in rame, e inlegno. QueiTanno parimente §'aggiunsero ad Arcadia due Colonie,una nella Città dell’Aquila, detta Àtemina , 1’altra in Camerino ,

Cluentina denominata;, e Panno seguente un’altra in Osseti col no-me di Tegea, e un’altra in Cremona, detta Cremonese ; colla Popò- 1720,lazione delle quali s’introdusse in quelle Città la coltura delle buo-ne lettere, e particolarmente della Poesia Toscana, per mezzo d’Ar-cadia, e delPaccuratissimo Custode Alfesibeo risorta, e assai vaga ri-fiorita. Per la qual cosa alla suddetta raccolta delle Rime de gli Ac-cadi