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Volume sesto.
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r/4 Vira Dell’Àrcipretè

*dal suddetto Padre; Partì egli di questa mortal vita il dì ottavo delMese di Marzo in giorno di lunedì Panno di nostra salute 1718. deU*età sua 65. Il giorno seguente furono fatte al di lui Cadavere lepubbliche essequie nella suddetta sua Basilica , nella quale avanti laConfessione già da gran tempo , come s’è detto , erasi preparato un'umile Sepolcro; sulla di cui Lapida incider fece lo Stemma suo Gen-tilizio costa Siringa Pastorale sopra , e intorno vi fè scolpire questelettere

1 . M. €.

P. ARC. C.

che dir vogliono .* Joannes Marius Crescimbenus Pastorum Arcadia*Dustos . E dopo la di lui morte vi furon incise le seguenti»

Objit Vili. Martii MDCCXXVI 1 I.

JET,. SXJ& LXV.

D’ordine del suddetto Monsignor de Vico fù aperto il Cadavero stes-so , e quello -, che si osservò di .rilievo nell’ apertura di questo , e d*■onde ne venne irreparabilmente la morte,, si fu un Vizio organiconel cuore, e consisteva in una straordinaria dilatazione di tutti edue i suoi Ventricoli , e delle sue orecchiette; e appresso vi si reseosservabile l’innossamento del principio dell’arteria magna ancora,'fattosi , fi dee credere , molto prima ,, che il cuore cominciasse a di-latarsi ; tale appunto è l’Epilogo della relazione, che miserino ne fe-ce il dotto, ed eccellente Medico Francesco Scuffonio.

Quale , e quanta perdita abbia fatta nella di lui morte I’Arcadia,con occorre, cW’io mi diffonda a mostrarla ; abbastanza la fa co-noscere la presente intrigatissima lite nelP’Elczione del nuovo Cu-stode insorta , la quale pone in pericolo la letteraria Adunanza . Afar palese il comun duolo de gli Arcadi , porterò io qui solamen-te del celebre Mireo nostro Procustode., e tanto caro al defuntoAlfesibeo , un Sonetto, giuntomi prima d’ogn’altro in tale occasionaalle manu

Ecco il Monte , ecco TUrna , ecco i PastoriDa me prescelti al mest'Ufiuo , e pio •,

Arcadi or voi vi dividete in Cori ,

E alternate piangendo il pianto mio »

Il gran Sepolcro io di funerei fiori

Spargo , e accenno coll'opre ài buon desto ,

Voi colle frondi de gli eterni AlloriAfficuratel dal nemico obblio.

Di tai frondi , e tal fior cinti le chiomeAl caro Avel verrem poi dì anno in attuoD'Alfesibeo per venerarvi il nome.

Scritti nel Saffo i pregi suoi non stanno,

Ma quale ei fosse , e quanto opraste , t. come ,

Jl jà l’Arcadia, e i Boschi tutti il sanno.

Concorsero poi subito ad esprimete il loro dolore per sì gran per-dita , e a celebrar le lodi del morto Custode alcune RappresentanzeArcadiche in Roma » e fuori alcune Colonie con pubbliche Accade-mie;