Gio^ Maria Crefcimheni* y
mie; e i Collettori del Giornale de’ Letterati d ltalia per far più cheaiata tutti nota l’iofinita stima,. ch-’èbbero del defunto Crcscimbeni,.alla di lui, immortal memoria prepararono un ampio ^ e nobileElogio , parto delTerudita penna, del P. D., Pier- Cat telino Lena-Somasco
Quale ei. fosse e quanto oprasse , e come oltre l’essere alia pa-storale nostra Repubblica , anzi a tutto il Mondo- letterario ben no-to , fin ora io mi sono ingegnato di farlo palese nello-scorrer „ cheho fatto per. la serie degli anni, suoi,, affinchè di lui, tanto-delle Let-tere benemerito-, resti presso l’età presente , e la futura perpetua, pie-moria. Or mi rimane a dir brevemente de’soavissimi suoi costumi, edelle rare virtù ,. che l’animo- suo adornarono ancorché dal fin quidetto si. possano agevolmente scorgere -
La soavità de’suoi. costumi grandemente rispondeva nei suo discor-so, e nella sua conversazione, di modo che gli animi di quelli , checon esso lui si trattenevano , restavan legati da i cortesi uffizj» e dal-ie gentili- maniere di lui medesimo ; per la qua! cosa non, si. sà,,che alcuno giammai di lui a ragione siasi doluto , e sia rimasto delsuo operare mal contento ,, e mai soddisfatto .. Con tutti o fosseroeguali, o inferiori a se, fu sempre urbano , ed officioso , tutti- acco-glieva con ilarità di volto , e con sincerità d’animo; e qualora, do-vesse egli dire il suo sentimento ,. iesprimeva con pari energia, emodestia , ; senza, mai turbarsi ,. o scomporsi; quindi, è, eli eziandionello- scrivere ,. ancorché: tante spinose materie di contenziosa, Critica Nella- diseràincontrasse, non altero però punto il pacifico suo:genio come osservò il tax. Apolog.-mentovato P. Ab. Canneti, - in maniera , che niuno chiamoffene offeso ^ interno ale tutti Van potuto, credere Uomo sempre applicata alla ricerca- della sforna del^verità .. Anzi di questa: mosttossi egli così amante , che sol principio p tre ^'°-deU’opere sue pregò i Lettori a fargliela maggiormente conoscere , e *avvertirlo di quegli errori » che sono inevitabili a chiunque prende ?a. scrivere. Istoria ; perlochè poi colle ristampe ripurgò l’opere stesse,,ringraziando quelli ,. che più chiari, lumi gli. diedero , per rintraccia-re il vero «.
Questa sua rara modestia se poi sì,, che si gloriasse ancorasi’essere-annoverato tra i moiri allievi che fece Vincenzio Leonio nel!’ arienobilissima della Volgar Poesia Liricaad immitazione del Petrarca;,e quantunque ^invenzione d’Arcadia principalmente a lui si debba »,che fu ss primiero a mettervi piede , nulladimeno cedette ali’istessoLesnio il primo- onore d’aver fatto in Roma rifiorire il. buon- gustonetta Lirica.Toscana.. Ed oltre a ciò PI stori a della Volgar. Poesia insiemecoiComentar), benché siano opere diluì solo ,. nondimeno egli ingrati-parte le. attribuì a Monsignor. Marcello Severoli», che soltanto,, come.abbiam detto „ som mi nifi cogli, colla, sua scelta , e copiosa Biblioteca,,ii materiali; siccome riconobbe, egli pure le dotte sue fatiche intorno-alla Bellezza, della Volgar Poesia ,. e intorno ali’ Arcadia „ dalla vir-tuosa., conversazione de’suoi amici , nella-quale egli dette opere feli-cemente produsse,, tutti effetti della sua incomparabile modestia- „ alla.
<%uale fu congiunta una singolare; mansuetudine „ per cui si- tese ai
S 2. rutti