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Volume sesto.
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277
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Gio: Mario Crescimbeni 2.7/

TJledi » Apostolo Zeno , Gio: Giuseppe Felice Orsi , Eustachio Man-fredi , Pier Jacopo Martelli , Lodovico-Antonio Muratori y Vincen-zio da Filicaja , Pier Andrea- torzoni Accolti , Anton Maria, e Sal-vino Salvin! , Antonio Magliabechi , Gregorio Calopreli , DomenicoAndrea di Milo, Alessandro Marcherei, Francesco di Lemene, CarloMaria Maggi , Loreto Mattei , e tant' altri chiarissimi Letterati Ita-liani. dell'età, nostra; a i quali aggiungo alcuni Oltramontani , cioèPaolo- Bemardy Provenzale , Emanuele Martini Spagnuola , FedericoBenedetto Cacpzovio, Cristiano Arrigo Poste!lo, Godifredo CristianoGoezio ; e qualoramolti altri eruditi Uomini di là da’Monti venivanoin Roma, l’andavano a riverire in casa, e gran piacere avevano di co-noscere, e ragionar con quello-, la di cui fama , era per tutta Europagià sparsa «

Oltre a gli amici ebbe ancora nobilissimi Padroni , tra’ quali iCardinali Boravi si , Ottoboni, Vallemani , Casini , ed altri; DonGregorio Buoncompagni Duca di Sora , Don Antonio OttoboniDon Tommaso d’Aquino Principe di Castiglione , Don BartolommeoCeva Grimaldi Duca di Telese , Don Francesco Maria Carrafa Prin-cipe di Belvedere , ed altri Personaggi , i quali non solamente lo de-* gnarono d’affetto , e di stima singolare , ma eziandio- stornarono dibelle lodi ne’ poetici loro componimenti , siccome fece il mentovatoDuca di Sora in un suo Sonetto al Crescimbeni, che cominciarAlarmi, che Varia un tempo, ed ora il stelo*

11 Principe di Chimay, ora Cardinale d’Alsazia , anch’esiso gi’indiriz- Rette Rimezò un suo Sonetto Francese; Donn’Anna Maria Ludovisi Principessa del Crescimidì Piombino, la quale in risposta ad un sonetto del Crescimbeni così lib.i.pag.zz,cominciò il ino» -29.Là. 3.'

Cigno gentile, il tuo canoro ingegno .

Dopo la quale ( come dopo Calliope sieguono sta! tre Muse) vengo- luì pag, »i.no appresso colle loro leggiadre Rime in lode di lui medesimo le Il-lustri Donne, la Marchese Petroniìla Paolini Massimi , Faustina degliAzzi ne Forti , Faustina Maràui Zappi, Gaccana Passerini , ed altre ivtlib.ixpaglnobili Rimatrici. •• v ' 388.425.488.

Non mancarono a lui dunque, né nobili amicizie, nèpotentissime ■ Ar "

protezioni; giacché egli di tanto merito , per la sua erudizione , per e * *le sue opere, e per tante virtù particolari , abbondava . Parmi però, ^ **che a lui mancasse quella fortuna , che di raro a i chiari ingegnisuole esser compagna; perlochè ogn’un creduto avrebbe , che ad altionori fosse egli stato sollevato; ma comecché egli ebbe sempre unanimo superiore a tutto ciò, che il Mondo apprezza , non si mostrògiammai desideroso di quegli onori , de’quali in Roma , che più d’ogn’altra Città li dispensa , molti , e molti dati’ ambizione agitati,sono avidissimi . Ben’egli sapeva, che quaggiù un Uom savio nondee collocare le sue speranze , poiché tutto fugge , e tutto manca.

Il che non oscuramente volle egli significare" in quella sua nobileImpresa , nella quale si rappresenta una Rondine, che passa il mare,col motto tolto dal Petrarca : Di qua non spero . Quindi avendo ri- j o e tr,par.%.posta ogni sua speranza colà , dove Peremo , ed infinito bene si posi canz.. 1, ver*Hede , senza timore di perderlo , rincrescevagli ogn’indugio . Al che so 8,

Creso. Tst. Volg. Poesia . 7 *E. IV» S 3 volle >