Band 
Volume sesto.
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saffico' voleva seguitare o quello della legittima Arcadia’, o quello-della scissura ; ed eleggendo il primo , dovesse dar parola per is-critrura , che mai non avrebbe operato, nè cooperato palesemente ,e segretamente pel partito contrario; ed essendo stati mandati i fo-gli in giro , non solo' per Roma , ma per ogni Città , e luogo ,ove dimori alcun’ Arcade, tutti gli anno rimandati sottoscritti inparola d’onore, e spezialmente le Colonie , a riserva d’ alcuni, iquali per non sapersi la certezza della loro stanza ,- può-essere , chele lettere non-sieno lor capitate, e d’ alcuni altri pochi , che si so-no voluti rimanere indifferenti, o -anno aderito alla scissura . Stabi-lì poi una Congregazione di otto Deputati, i quali con suprema au-torità rassettassero il Catalogo degli Arcadi a misura- d’una instruzio-ne, che essa medesima decretò, e diede loro; e così rassettato lo fa-cessero ristampare, abolendone ogni altro, che fin’ora fosse stato*stampato ; e questo è il Catalogo , che si vedrà appresso.

Al secondo sia messo riparo la generosità incomparabile del nostrodegnissimo Arcade Principe di* Cerveteri soprammentovaro, il qualenon solamente ba dato staisi! ricetto ali’Arcadia in una amenissimaVilla sili Colle Aventino; ma vi ha fatto fabbricare un nobilissimo An-fiteatro per le sue Adunanze, le quali a riguardo di questa fabbrica,,non è stato possibile incominciarle prima de’24, del corrente mese diLuglio.

La mentovata Villa è quella stessa presso Santa Sabina , che fu ne 5passati secoli della Casa Sacelli ; e siccome narra il Ciacconio, nel pa-lazzo in essa esistente su fatto il Conclave d’Onorin IV. Pontefice diquella Famiglia, in cui su eletto Papa Niccola IV. E’ella circondatadi mura a somiglianza di Fortezza; ed il Palazzo, ove abitò il Pon-tefice O-norio, frale altre riguardevoli cose ha un vastissimo Salone ri-quadrato, ed una maestosa Loggia. Per compiere la delizia di questoluogo altro non manca, che 1’acqua ; ma ove l’altezza del sito ciòvietava, supplì Parte confiscavate un profondissimo pozzo, che andan-do a livellare col vicino Tevere, da lui riceve acqua in abbondanza,■la quale viene somministrata anche da un’ampia cisterna, che racco-glie Pacqua piovana. Anticamente Paria era quivi la State non mennociva, di quello che sia per la Campagna Romana, dicesi a cagionedelle molte acque stagnanti, che allora v’erano intorno:' di- maniera-che il mentovato Scrittore racconta, che i Cardinali patirono sì fat-tamente nel Conclave, allorché quivi si chiusero,, che ne dovetterouscire prima di venire all’elezione del Pontefice, per non rimaner tut-ti oppressi dalle malattie, che vi contrassero; né altri vi rimase, cheil Cardinal d’ Ascosi, il quale al ritorno de’Collegbi in tempo non pe-ricoloso, fu poi assunto, come abbiam detto, al Pontificato. Ma oraParia è tanto salubre, che può agguagliarsi a qualunque altra più pur-gata di Roma, di maniera che anche la sera vi si può dimorare alloscoperto sicuramente.- anzi nella sera consiste la maggior delizia dell”aria; essendo il giorno la Villa quasi tutta coperta dal Sole. Alla sa-lubrità dell’aria s’aggiunge una veduta, che è peravventura la più bel-la, che sia in- Roma; imperciocché dalla Loggia , e anche da unoscoperto contiguo ali’Anfiteatro si vede in prima il Tevere, che scor-re ap-