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Volume sesto.
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Olimpiadico, compie il Tuo mestruo corso , non già in trenta gior-ni, ma in ventinove, e ore dodici , e alquanto di più: di modoche il dì trecentesimo sessagesimo non può esser l’ultimo della dode-cima Lunazione , ma sarà il sesto in circa della decimaterza; peròper toglier di mezzo questo intoppo, il quale in capo a quattr’anniportava il creseimento di quasi una Lunazione , cioè giorni presso aventitré, Ravvisarono gli Liei «Raggiungere al quadriennio delPOliur-piade i sette giorni mancanti al compimento della detta decimaterzaLunazione; la quale appellarono Intercalare , e con sì fatta giuntaottennero poi il ritorno del novilunio nella Neomenia d’Ecatombeone primo mese dell’anno Olimpiadico , e per conseguenza il concor-so del XV. sì del mese come della Luna più vicina al Solstizio,nella coronazione de'Vincitori: e perche il creseimento di detti gior-ni 23. non accadeva interamente nel fine d’ogni Olimpiade , ma inciascuno de’quattro anni rimanevan consumati giorni sei in circa,come di sopra si è detto , perciò eglino dar non vollero al quartoanno tutta la giunta de’giorni sette da loro stabilita , ma la distri-buirono , assegnando due giorni al fine d’bgni anno , i quali giornichiamarono aggettizj, ed Anarchi , perciocché in essi cessava la giu«risdizione de’vecchi Magistrati, e si eleggevano i nuovi. Anzi perchéin tal guisa » non sette , ma otto giorni venivano aggiunti , volleropiù tosto agguagliar le cose al meglio, che loro veniva permesso, cheguastar sordine del biduoAnarco, e così tolsero all’ultimo mese dell'anno quarto il secondo giorno, sottoponendo alla Neomenia immedia-tamente il dì terzo, e rendendo il mese di giorni ventinove, tuttochéil dì ultimo fosse detto trentesimo.

Passando ora alla corrispondenza dell’anno Olimpiadico, del qualein Arcadia presentemente ci vagliamo, coll’ànno'Giuliano , che pri-ma del nostro passaggio al costume Pastorale tra noi era in uso , e '

dovendo per conseguir ciò, aver la certezza d’alcun’anno Olimpiadi- 1

co y mi varrò di quello , di cui ad un simil proposito si valse il fa- ,

moso- Cronologo Ccnsorino , il quale è senza fallo più certo d’ogn* ^

altro come d’ogn’ altro più celebre -, e tal' anno si è quello del Con- /solato tra’Romani di Ulpio, ePonziano, che fu il dugentesimo tren-tesimo-ottavo dall’Era di Cristo Signor Nostro, da i giorni So!sti-ntali del qual’anno incominciò Panno Olimpiadico millesimo decime^quarto, cioè il II. dell’Olimpiade CCEIV.

Numerando adunque dal detto anno di Cristo 238. i rimanentianni del medesimo , fino al caduto 1692. che fono 1454. e ad essiaggiungendo gli anni Olimpiadici 1014. ; si avrà il numero de’mede-simi anni Olimpiadici in 2468., i quali computati ad uso d’Olim-piade , renderanno il caduto anno di Cristo 1692. lili. dell’Olimp.DCXVII.

Ciò stabilito , per dimostrare il circolamenro della perpetua Effe-meride Arcadica , fa di mestieri, che Panno Lunare all’anno Solaresi contrapponga; il che facilmente conseguiremo, cominciando il cir-colo de gli anni Solari dall’anno Giuliano 1685. secondo però la cor-rezione di Papa Gregorio, dal quale tali anni inavvertite sempre no-mineremo Gregoriani . Imperciocché si nuova , che in tal’anno il

aovi-