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guise ne andarono allora ia giro le relazioni, fecondo che da pane"giani venivano scritte a loro capriccio; però in grazia delia verità,non senza speranza, che sia per gradirsi da’lettori, la riferirem quinella maniera, che dalle scritture originali esistenti nel Serbatoio de-gli Arcadi (-e) si raccoglie. La cagione adunque principale si fu, chenella rinnovazione de’Colleghi ■seguita in qucll’anno in piena Ragù-nanza a’15. di Giugno, pretesero alcuni, che non si poteste eleggeredi nuovo clii aveva goduto quel!’ufizio un’altra volta ; ma dovesse on-ninamente l’elezione cadere in Arcadi , che più non fossero stati incarica, interpetrando eglino cosi la legge II l. delle trascritte di so-pra, ove si dice, che debbano eleggersi in Orbem , e per conseguenzanon possa tornarsi a rimettere alcuno, se prima non è finito il giradì tutti gli Arcadi. Ben la Ragunanza sapeva, che la Legge non an-dava interpetrata in quella guisa; ma, secondo che l’uso dimostrava,la sua interpetrazione si età, e si. è , che dovendo il Custode confer-mar sei vecchi, ed eleggere sei nuovi, i detti sei vecchi dovessero es-ser gli stessi sei, che stanno precedente erano stati nuovi; di manierache ogni anno i primi sei uscissero, i secondi sei salissero, e sei altrientrassero novellamente; contuttociò per veder di acchetare il tumul-to, che immantinente si levò, prese consiglio di deputare a tenor del-le stesse leggi, tre periti, che consultassero sopra tal controversia, sic-come anche sopra due altre parimente suscitate » cioè che l’elezionede’Colleghi dovesse confermarsi dalla Ragunanza per voti secreti , sche accadendo d’aversi tra anno a surrogare alcuno in detta carica lasurrogazione dovesse altresì essere autorizzata dalla Ragunanza nellastessa guisa. I Periti eletti furono pienamente informati non solo collaviva voce, ma co’documenti in iscritto; pe’quali oculatamente rico-nobbero non pure che la legge era stata interpetrata dati’uso; ma chenon poteva interpetrarsi altramente, senza dar cagione ad innumera-bili sconcerti, anzi alla distruzione d’Arcadia ; con tutto ciò piac-que a due di loro, non avendo il terzo voluto intervenire al congres-so, di aderire a’reclamanti ; e a’2. di Luglio dello stesso anno promul-garono (d) il lor consulto, e il mandarono in Serbatoio, ove si con-ferva nel suo originale. Ma fattasi dal Custode la general Chiamata a’zi. dello stesso mese per interrogare sopra l’approvazione , o riprova-zione di esso la Ragunanza, la quale in quel dì fu numerosa di sopracento Arcadi, i cui nomi si leggono negli Attuarj d'Arcadia (e) ; edavendovelo letto, i Congregati vollero sentir le ragioni de’Reclaman-ti, e quelle altresì dello stesso Custode ; e poi vennero alla votazione,e per sessanta quattro voti il consulto fu rigettato, e ordinaco, die intutto si osservasse il solito (/).
Tal fine del Consulto diede principio allo scisma; imperciocché iReclamanti accolti, e favoriti da un Personaggio, che credette favo-rire in essi l’Arcadia tutta, come da loro gli era stato dato ad .inten-dere, del che egli poi ben s’avvide, ma in tempo, che più non pote-va recedere da!!'impegno, montarono in tanta animosità , che van-tando, come abbiam detto, di costituire st intera Arcadia, della qua-le dessero Custode perpetuo lo stesso Personaggio, intrapresero ad eser-citare tutte le costumanze degli Arcadi , e spezialmente si adunaronoCres:, IJì, f'elg. Paesi#* Tm. FI. Y alcune
(e) Tom, 5.p, ì.n, del~leScrit. orig .
(d) Detti To.S.par. 1.Stritiorigin.
(c) Voi,2, defatti pagali,e sega.
(f) Detto voi,417 .