E SUPPELLETTILI ETIiUSCHE
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stesso. La più gran parte di esse si limitò a fornire vasisemplici o dipinti, lavori in bronzo e in terra cotta ivi de-positati colle spoglie dei defunti ; e queste suppellettili in parteframmentate , siccome sarebbero i vasi, in parte assai beneconservate, ed in maggiore o minore stato d’integrità, fu-rono trasferite e messe sotto custodia in Orvieto . Due peròdi quei sepolcri bastarono per loro stessi a poter poi dir rarala felicità del successo di questa nuova impresa del Golini,distinguendosi sugli altri, che furono aperti nell’occorrenzadi cui parliamo, a causa dei dipinti a fresco , di che si tro-varono ornati nelle pareti, accompagnati da etrusche epigrafi,e che ci davano il primo esempio di monumenti di questogenere nell’agro volsiniore. L’annunzio di siffatta scopertasi propalò all’istante pel mondo archeologico, ne fu datoannunzio in vari giornali \ e il mio chiarissimo amico, il dottor
‘ Noi 110 demmo un primo annunzio nella Revue Archéologique di Parigi ,Aprile, 1863, pag. 274 in lettera al sig. Alessandro Bertrand, il sapiente Di-rettore di quel periodico. Quindi tornammo a parlare della sua importanza inuna comunicazione fatta nel Febbraio 1864, per mezzo del chiariss. sig. NociDes Vergers, alla Società Imperiale degli Antiquari di Francia sopra diversescoperte interessanti avvenute in Etruria negli ultimi tempi ( Revue cit. 1864,Febbraio , p. 140-141). Vedi anebe il Moniteur Universel , 29 Maggio 1864;Archàologischer Anzeiger zur Arch. Zeit. di Berlino , XXII, N.° 181, 182A. 1864, pag. 145-146 (E. Gerhard); e la comunicazione del dotto profes-sore B. Biondelli al R. Instituto Lombardo di scienze e lettere, di un’ anticaNecropoli Etrusca teste scoperta nell’Umbria , letta nell’adunanza del 15 Di-cembre 1864 (di pag. 11). TJns unto ne venne nella Rivista Italiana di Torino ,9 Gennaio 1865. Noi stessi poi tenemmo di bel nuovo proposito di questi mo-numenti, sia alla nominata Società Imperiale, sia all’Accademia d’Inscrizioni ebelle lettere dell’Istituto di Francia, nel Giugno di quest’anno, avendo abella posta portato in Parigi i disegni a colori dei medesimi. Il sommopregio e il vero interesse delle cose che noi pubblichiamo, furono procla-mati ad unanimità in seno di quelle due illustri Assemblee, e massimedai sommi archeologi dell’ Instituto, che ne accolsero la comunicazione conuna benevolenza di cui ci stimammo altamente onorati.
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