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I.

Fu già detto disopra che la parte del cimiterio etrusco ,di cui si tratta, si è quella compresa nei beni dellAbbazia ;ciò che trovasi in altri terreni, e che rimane ancora ad in-vestigare, speriamo che per la generosità e lamor patrio ditutti i proprietari, da cui dipende, potrà venir quanto primaad accrescere le dovizie archeologiche della tosca Orvieto .Solo è da avvertire che se la direzione degli scavi non èaffidata , come nel caso nostro , a persona per lunga praticaammaestrata in lavori di simil fatta, si risica di cercareindarno, di gittar tempo e danari ; e, quel che è peggio ,indurre guasti nei monumenti e nelle tombe mancando laspertezza necessaria in ordine al modo dintrodursi nellemedesime. A niuno meglio che a Domenico Golini, in pro-seguimento dell impresa bene iniziata nel Poggio delRoccolo, potria affidarsene la condotta anche dagli altriproprietari finitimi, ai quali vorrei che piacesse di seguitarein questo, con zelo e con amore, lesempio del card. Tosti,e del Governo Italiano . Su di che cadrà più opportunamentefar qualche parola nella nostra conclusione generale.

Fra le quattordici o quindici tombe, che , secondo dissipoco fa, si giunsero a scavare, mentre correa linvernodel 63, nel tenimento Abbaziale, quelle da prendersi soprat-tutto in considerazione in unione al signor Calderini , eranole due a pareti dipinte. Traendo dal rapporto speciale, che ilnominato mio onorevole collega, sig. Calderini, diresse al Mi-nistro dellIstruzione Pubblica, quel poco che riguarda la partearchitettonica delle medesime, e le condizioni del terreno, incui sono scavate, io mi dovrò allargare naturalmente col