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PITTURE MURALI
sione che l’abile artista diè alla sua fisonomia, la mossa delsuo sguardo e della sua bocca 1 . - Ma ciò non è tutto. - Unadelle singolarità di questo vaso sta eziandio ne’due nomi iscrittiin cartellini che veggonsi accanto alle teste dei due fanciulli.E la dico singolarità, non già per l’associazione degli appel-lativi alle figure dei due personaggi principali (cosa non rara),ma per la contradizione in che pare si trovi uno di quegli ap-pellativi rimpetto alla figura a cui vedesi ricongiunto. Herclesi legge accanto al figlio di Giove, e in questo nulla è a ri-dire, sendoehè in quella guisa foggiato nell’etrusca lingua escrittura s’incontra il nome di Ercole in un gran numero dimonumenti 2 ; ma che presso l’altro fanciullo si sia scritto ,come sarebbe chiaramente a dedurre da quel che resta ,
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cioè v(i)le , io non so comprendere. Si è questa infatti una delleforme del nome , per cui nell’etrusco idioma viene designatoJolao (Vilae, Vile, File, Pilae (?), Aile), il nipote ed assistenteErcole nelle sue imprese, e ciò è provato da diverse rappre-sentanze figurate che non ammettono dubbio sul loro sog-getto 3 . Ma Jolao in questa nostra pittura vascularia non può
1 Cf. il vaso con le furie di Ercole, in cui Jolao, Alcmena , e Maniaosservano il triste caso dagli scompartimenti superiori di un portico nell’auladel palazzo dell’Eroe. Moti, dell’Inst. Vili, Tav. x, Ann. 1864, p. 330 e segg.Una donna velata e ammantata si affaccia da una finestra per osservareil ratto del tripode di Ercole, in un vaso di Ruvo del Museo Nazionale diNapoli.
2 Fabretti, Gloss. s. v. Hercle; Cf. Creuzer e Guigniaut , Rei. del’ant. II, p. 172, nota 4, p. 195, nota 4; Brèal, Hercule et Cacus, étudede mythologie comparto (Paris, Durand, 1863), p. 52 e ivi nota 3.
3 Gerhard, Etr. Spieg. Tav. cxxvn, Tomo III, p. 125-126 (Vilae) ;altro specchio con Ercole e Jolao (Vilae, o Pilae (?) ) nella raccolta delsig. Barone de Meester de Ravenstein in Belgio ; Gerhard, Etr. Spieg.