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y&Comun sì privo sìa , che opporsi unquancoi-„-Osi al sentenziar de la tua Lente?wNon per questo però sdegna, o Signore ,
{$) Giunto a lo specchio, in Gallico sermone^ Il vezzoso Giornal; non le notateeburnee Tavolette a guardar prèstev?Tuoi sublimi pensier, fin ch’abbian luceornan tra i begli spirti j e non isdegna' La picciola Guaina , ove a’ tuoi cenni)Mille stan pronti ognora argentei spilli*
)Oh quante volte a Cavalier sagace|Ho vedut’io le man render beaterUno apprestato a tempo unico spillo/fMa dove, ahi,' dove inonorato, e solo'La'ci ’l Coltello, a cui l’oro e l’acciaro'Donar gemina lama , e a cui la madre ( 1 )(De la gemma più bella d’AnfitriresDiè manico elegante, ove il colore(Con dolce variar l’Iride imita?
-Opra sol sia di lui se ne’ superbi
Con-
I
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(l) (i) La Madre Perla. La perla è la gem-
Î ma pià biella , che fi ejlragga dal fieno di din-,,filtrile , culi del Mare . *=
(ì ) Anfitrite era figlia dell ’ Oceano , e r/isfiDeride dea del Mare , e Moglie di Nettano ,vra se fece condurla da due delfini fiopra un%Carro in fo-rma di Conchiglia , fino dalle faldenfijXafe/ Monte Atlante . â