) LXXI
rDe la tua Dama : e il suo bel labro intantog-T’apparecchia un sorriso. Ognun parretracChe conosce ! tuoi dritti, e si conforta|Con le adulte speranze a te lasciando)Libero e scarco il più beato seggio.
)Tal colà dove infra gelose murasBizauzio ( i j ed Ifpaàn ( z ) guardano il fiore 5rDe la beltà che il popolato Egèo^->Manda , e PArmeno, e il Tartaro, e il Circasso^Jj(Per delizia d’un solo, a bear entraMi?ardente sposa il grave Munsulinano (3).sljTra ’l maestoso pasteggiar gli ondeggiano?Le late spalle, e sopra Palta testarLe avvolte fasce: da Parcato ciglioîEi volge incorno imperioso il guardo ;
[E vede al su’ apparire umil chinarsi ,
;E il pie ritrar l’effeminata, occhiuta) Turba, che sorridendo egli dispregia.
Ora imponi, o Signor, che tutte a schierai
Si
( 1 ) Bisanzio Città Capitale delP lmperio-ilOrientale , detta Costantinopoli, fede de’’ Mo-\\narchi Monfulmani , attualmente diformatal\dalle rovine cagionatevi dai Tremoti .
C z ) Ifpaan Capitale del Règtto di Persa .
( z ) Alludefi ai Serragfi che accostumano 4 -.Iquefii Sovrani delle più rare bellone , che tro-\var fi pojfano fra le Nazioni Afiaticbe , efra't>le Schiave .