"WColmo bicchiere a lo cui orlo intorno■«■Serpe dorata striscia; o a cui vermigliai&Cera la baie impronta, e par che dica :jj! Lungi o labra prosane ; al labro soloA De la Diva che qui soggiorna e regna/fili castissimo calice si serbi:sNc cavalier con salito maschile-Osi appannarne il nitido cristallo.,
,N'e dama convitata unqua presunta(Di porvi i labri; e sten pur calti epuri,JE quant’esser si pud cari a l’Amore,jNessun’altra è di lei più pura cosa;sdii macchiarla oserà? le Ninfe in vanojDa le arenose loro urne versando
I
JsCento limpidi rivi, al candor primoTornar vorrièno il profanato vaso,
E degno farlo di salir di novoA le labra celesti, a cui non liceInviolate approssimarli a i vasiChe convitati Cavalieri, e DameConvitate macchiar co i labri loro.
Tu a i cenni de! bel guardo, e de la mino,Che reggendo il bicchier, sospesa ondeggiaAffettuoso attendi. I guardi tuoiSfavillando di gioja accolgan lieti
f v/Il brindisi segreto; e tu ti accingi•« I n f im il modo a tacita risposta .
Immortal come voi la nostra Musa
Brin-