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fDa la bona Salute \ a con alate xc
rOili ringraziar,, ne tester Inni! Al barbato figliuol ( i > di Febo intonso"!
(Più del giorno natale i chiari albori)Salutar non potrebbe, e l’auree frecce(Nomi sempiternanti a-l’arco imporre:
[Non più gli urti festevoli ,.o sul nasorL'elegante scoccar d’illustri diratFora dato sperare. A lui tu dunque(Non isdegna, o Signor, volger talvolta.
/Tu’amabil voce : a lui declama i versi.
(Del dilicato cortigiân d’Augusto ,
Vo di quel che tra Venere, e Lièospinse Tiimalcion . La Moda impone, (sori(■Ch’Arbitro {.z),o Fiaccola un bello spirto ingom-
Spes-
(i) Efcu/apio , Dio della Medicina figlìtio-£&Ilo di' Apollo e dì Coronide , fulminato diw)ìhGtove per aver restituita la vita ad- IppoliloTXaffiglio di. Tesso - Era adorato- in Epìdauro'sot-xL)to la forma., d'un serpe. Iliad. I. 5- Pindar. mr (2) T. Petronio Arbitro fu nativo diMar-j&^figlia, Uomo voluttuoso e amico di Nerone , da swVcW poi venne fatto morire P anno- 6 7. delP Era «T!Volgare • Abbiamo- di liti una Satira partejSlfin prosa , e parte in verso certamente elegante,tuma oscena « <»■
( 3 ) Orario Placco , Principe dei Poeti Liri-(jnAsci , visse carissimo a Mecenate , e fiorì circa Pan-fapLno 30- avanti G. C. -X.
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