p6
XLII,
A NICCOLO’ MACHIAVELLI.
Machiavello carijjìmo.
TT
1 J-O la voflra de’5. La novella del Borgo a S. Donnino facommedia fchiecta, quella di Modana tenne della tragedia, lavoflra di Roma ha tenuto di cantafavola; non fo dirvene altrofe non che Mefler Cefare fcrive, che fubito che ebbe detto al
Papa quanto io gli fcrifli de’.Sua Santità rifpofe ; fcri-
vili che venga che ne ho piacere. Dipoi mi fcrifle che gliera flato fcritto che foprafledefle , e la caufa perchè in fulla fu-ria del partire i fanti col Sig. Vitello di Roma avevano avuto afervidi in quella cura d’ altri. Io gli ho rifcritto di nuovo , chenon fono fenza opinione muteranno fentenza ; lo defideravo piùper rifpetto mio che per voftro ; perchè a dirvi il vero credoche farefli flato con poca fodisfazione in quelle bicocche de’Colonne!!, dove avrefti avuto a Ilare; intendendone altro vi fcri-verò , e mi sforzerò intenderne più oltre.
Vi prego mi fcriviate, ed io farò il medefimo, e non vidico niente di nuovo, perchè ora non ci è altro, e Mefler FiJi-ciaffò è afliduo commenfale . Rivedendo ora quelli conti dellefpefe fatte in campo, non ne trovo alcuna di che il Papa lipofla dolere di me, eccetto di quelli danari lì dettero al Gui-dotto, ed intendo che alla partita fua di qui lì dolfe con tuttala cafa , che io gli avevo dato poco, ed avrà fatto il medell-mo di coda . Non mi mancava altro che quello a conofceretotalmente la natura fua e la fua qualità; e fono voftro.
In Piacenza a dì 12. Novembre 1526.
. ■ -■ . voftro
F rance fio Guicciardini.
- PRO-