— li-die i due descritti di sopra stessero ivi in aspetto di qual-cheduno, era cosa troppo evidente; ma quello che più spiacquea don Abbondio fu 1’ esser chiarito per certi atti, che 1’ aspet-tato era egli. Poiché, al suo apparire, coloro s’eran guardatiin viso, alzando la testa con un movimento, dal quale si scor-geva che tutti e due ad un tratto avevan detto: egli è desso;quello che slava a cavalcioni s’era alzato, tirando la sua gambasulla strada; l’altro s’era staccato dal muro; ed entrambi siavviavano alla volta di lui. Egli, tenendo sempre il breviarioaperto dinanzi, come se leggesse, spingeva lo sguardo in su,per ispiare le mosse di coloro; e veggendoli venire proprio allasua volta, fu assalito in un tratto da mille pensieri. Domandòsubito in fretta a se stesso, se fra i bravi e lui vi fosse qualcheuscita di strada a dritta o a sinistra; e gli sovvenne tosto dino. Fece un rapido esame per ricercare se avesse peccato con-tra qualche potente, contra qualche vendicativo; ma anche inquel turbamento, il testimonio consolante della coscienza lorassicurava alquanto: i bravi'però si avvicinavano, guardan-dolo fiso. Si pose l’indice e il medio della sinistra mano nelcollare come per rassettarlo, e girando le due dila intorno alcollo, volgeva intanto la faccia all’ indietro, torcendo insiemela bocca, e guardava colla coda dell’occhio fin dove poteva, sequalcheduno arrivasse; ma non vide nessuno. Lanciò un’ oc-chiala al di sopra del muricciuolo, nei campi: nessuno; un’altrapiù modesta sulla via che gli era dinanzi; nessuno, fuorché ibravi. Che fare? tornare indietro, non era a tempo: darla agambe, era lo stesso che dire: inseguitemi, o peggio. Non po-tendo schifare il pericolo, gli corse incontro, perchè i momentidi quella incertezza erano allora cosi penosi per lui, che nondesiderava altro che di abbreviarli. Affrettò il passo, recitò unversetto a voce più alta, compose la faccia a tutta quella quieteed ilarità che potè, fece ogni sforzo per preparare un sorriso,e quando si trovò a fronte dei due galantuomini, disse mental-mente: ci siamo; e si fermò sui due piedi. "Signor curato!”disse uno di quei due, piantandogli gli occhi in faccia.
"Che mi comanda?” rispose subito don Abbondio, alzandogli occhi d’in sul libro, e tenendolo spalancato e sospeso conambe le mani.
"Ella ha intenzione” prosegui 1’ altro col piglio minac-