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in quella socielà come un vaso di terra colta costretto a farcammino in compagnia di molti vasi di ferro. Aveva quindiassai di buon grado obbedito ai parenti, che lo vollero prete.Per dire la verilà, egli non aveva gran fatto pensato agli ob-blighi e ai nobili (ini del ministero al quale si dedicava: assicu-rarsi di che vivere con qualche agio, e porsi in una classe ri-verita e forte, gli erano parute due ragioni più che sufficientiper una tale scelta. Ma una classe qualunque non provvede al-l’individuo, non lo assicura, che fino ad un certo segno: nes-suna lo dispensa dal farsi un suo sistema particolare. Don Ab-bondio, assorbito continuamente nei pensieri della propriasicurezza, non si curava di quei vantaggi per ottenere i qualifosse mestieri di adoperarsi molto, o di arrischiarsi un poco. IIsuo sistema consisteva principalmente nello scansare lutti icontrasti, e nel cedere in quelli che non poteva scansare. Neu-tralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno alui, dalle contese allora frequentissime tra il clero e le podestàlaiche, dai contrasti pure frequentissimi di ufiziali e di nobili,di nobili e di magistrati, di bravi e di soldati, fino alle baruffetra due contadini, nate da una parola, e decise colle pugna ocoi coltelli. S’egli era assolutamente forzato a prender partefra due contendenti, stava col più forte, sempre però alla re-troguardia, e procurando di far vedere all’altro che egli nongli era volontariamente nimico; pareva che gli dicesse: ma per-chè non avete saputo essere voi il più forte? io mi sarei post»dalla vostra parte. Stando alla larga dai prepotenti, dissimu-lando le loro soperchierie passeggere e capricciose, corrispon-dendo con sommessioni a quelle che venissero dauna intenzionepiù seria e più meditata, costringendo, a forza d’inchini e dirispetto gioviale, anche i più burberi e sdegnosi a fargli unsorriso, quando gli incontrava per via, il pover uomo era riu-scito a varcare i sessanl’ anni, senza forti burrasche.
Non è però che non avesse anch’ egli il suo po’ di fielein corpo; e quel continuo esercizio di sofferenza, quel dar cosìsovente ragione altrui, tanti bocconi amari inghiottiti in silen-zio, glielo avevano esacerbato a segno che, se non avesse qual-che tratto potuto dargli un po’di sfogo, la sua salute ne avrebbecertamente patito. Ma siccome v’erano poi finalmente al mondoe presso a lui persone ch’egli conosceva ben bene per incapaci