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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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mosse lentamente; ma non aveva ancor toccala la soglia delsalotto, chegli ventrò con un passo cosi avviluppato, con nnosguardo cosi adombralo, con un viso cosi stravolto, che non cisarebbero nemmeno bisognati gli occhi esperti di Perpetua periscoprire a prima giunta che gli era accaduto qualche cosa di ,bene straordinario.

"Misericordia! che ha ella, signor padrone?

"Niente, niente, rispose don Abbondio, lasciandosi ca-dere tutto ansante sul suo seggiolone.

"Come, niente? A me la vuol dare ad intendere? cosibruito, comè? Qualche gran caso è avvenuto.

"Oh, per amor del cielo! quando dico niente, o è niente,o è cosa che non posso dire.

"Che non può dire nemmeno a me? Chi si piglierà curadella sua salute? Chi le darà un parere?...

"Ohimè! tacete, e non apparecchiate altro: datemi unbicchiere del mio vino.

"Ed ella mi vorrà sostenere che non ha niente! dissePerpetua, riempiendo il bicchiere, e tenendolo poi in mano,come se non volesse darlo che in premio della confidenza chesi faceva tanto aspettare.

"Date qui, date qui disse don Abbondio, prendendole ilbicchiere con la mano non ben ferma, e votandolo poi in frettacome se fosse unampolla medicinale.

"Vuol ella dunque chio sia costretta di domandare quae che cosa sia accaduto al mio padrone? disse Perpetua,ritta dinanzi a lui, con le mani arrovesciate sui fianchi e legomita appuntale davanti, guardandolo fiso, quasi volesse suc-chiargli dagli occhi il segreto.

"Per amor del cielo! non mi fate pettegolezzi, non mi fateschiamazzi: ne va... ne va la vita.

"La vita!

"La vita.

"Ella sa bene che ogni volta chella mi ha detto qualchecosa sinceramente in confidenza, io non ho mai...

"Brava! Come quando.

Perpetua savvide daver toccato un fasto falso; onde can-giando subitamente il tuono: "Signor padrone disse con vocecommossa e da commuovere, "io le sono sempre stata affezio-