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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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si accostò a Lucia, le fece intendere accortamente che avevaqualche cosa da comunicarle, e le.disse la sua parolina allorec-chio. "Vado un momento e torno, disse Lucia alle donne; escese in fretta. Al vedere la faccia mutata ed il portamento in-quieto di Renzo, "Che cosa cè? dissella, non senza un pre-sentimento di (errore.

"Lucia! rispose Renzo, "per oggi, tutto è a monte; eDio sa quando potremo esser marito e moglie.

"Che! disse Lucia tutta smarrita. Renzo le narrò bre-vemente la storia di quel mattino: ella ascoltava con angoscia;e quando udì il nome di don Rodrigo, "Ah! sciamò, arrossendoe tremando, "fino a questo segno 1

"Dunque voi sapevate,...? disse Renzo.

"Pur troppo! rispose Lucia; "ma a questo segno 1

"Che cosa sapevate?

"Non mi fate ora parlare, non mi fate piangere. Corro achiamare mia madre e a congedare le donne: bisogna che siamosoli.

Mentre ella partiva, Renzo sussurrò: "Non mi avete maidetto niente.

"Ah, Renzo! rispose Lucia, rivolgendosi un momentosenza fermarsi. Renzo intese benissimo che il suo nome pro-nunziato in quel momento, con quel tuono, da Lucia, volevadire: potete voi dubitare eh io abbia taciuto se non per motivigiusti e puri?

Intanto la buona Agnese (così si chiamava la madre diLucia) messa in sospetto e in curiosità dalla parolina all orec-chio, e dallo sparire della figlia, era discesa a vedere che vifosse di nuovo. La figlia la lasciò con Renzo, tornò alle donneragunale, e componendo 1 aspetto e la voce come meglio potè,disse: "Il signor curato è ammalato; e oggi non si fa nulla.Ciò detto, le salutò tutte in fretta, e ridiscese.

Le donne sfilarono, e si sparsero a raccontare laccadutoe a verificare se don Abbondio era veramente ammalato. Laverità del fatto troncò tutte le congetture che già cominciavanoa brulicare nei loro cervelli e ad annunziarsi tronche e miste-riose nelle loro parole.