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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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sbarrano, lappuntellano, corrono a chiuder le finestre, comequando si vede sopravvenire un tempo nero, e saspetta la gra.gnuola da un momento allaltro. Lululalo crescente, scendendodall alto come un tuono, rimbomba nel vóto cortile; ogni bucodella casa ne rintrona; e di mezzo al vasto e rimescolato stre-pito sodono scoppiare più forti e spessi i colpi di pietre allaporta.

"II vicario! Il tiranno! Laffamatore! Lo vogliamol vivoo morto !

Il poveretto errava di stanza in stanza, smorto, tramba-sciato, battendo palma a palma, raccomandandosi a Dio, easuoi servitori, che tenessero fermo, che trovassero modo difarlo scappare. Ma come, e per dove? Ascese al solaio; da unpertugio tra la soffitta e il tetto guardò ansiosamente nella via,e la vide zeppa di furibondi; udì le voci che lo chiedevano amorte; e più smarrito che mai si ritrasse a cercare il più sicuroe riposto nascondiglio. Quivi rannicchiato ascoltava, ascoltava,se mai linfesto bollore saffievolisse, se il tumulto desse unpoluogo; ma sentendo invece il mugghio levarsi più feroce epiù strepitoso, e spesseggiare i picchii, preso da un nuovo so-prassalto al cuore, si turava 1 orecchie in fretta. Poi come fuoridi se, strignendo i denti, e raggrinzando il viso, stendeva lebraccia, e ponlava le pugna, come se volesse tener ferma laporta.... Del resto, quel che facesse cosi appuntino non si puòsapere, giacché egli era solo; e la storia è costretta a indovi-nare. Fortuna che la c è avvezza.

Renzo questa volta si trovava nel forte del subbuglio, nongià portatovi dalla piena, ma cacciatovisi deliberatamente. Aquella prima proposta di sangue aveva sentilo il suo tutto rimescolarsi: quanto al saccheggio egli non era ben risoluto sefosse bene o male in quel caso; ma lidea del macello gli ca-gionò un orrore pretto e immedialo. E quantunque, per quellafunesta docilità degli animi appassionati, allaffermare appas-sionalo di molti, egli fosse persuasissimo che il vicario era lacagion primaria della fame, il gran colpevole, pure, avendo alprimo muoversi della turba udito a caso qualche motto che in-dicava la volontà di fare ogni sforzo per salvarlo, sera subitoproposto di aiutare anchegli una tal opera; e con questanimo,sera spinto fin presso quella porla, che veniva travagliata in