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commosso, poi umiliato, rimaneva come estatica, dicendo solo(ratto tratto: "Oh misericordia 1”
"L’è una gran misericordia da vero!” diceva la buonadonna. "Ha da esser un gran sollievo per mezzo mondo, tuttoall’intorno. A pensare quanta gente teneva in ispavento; e ora,come mi ha detto il nostro curalo.... e poi, solo a guardargli infaccia; è diventato un santo! E poi si vedono subito le opere.”
Dire che questa buona donna non sentisse molta curiositàdi conoscere un po’ più distintamente la grande avventura nellaquale si trovava a fare una parte, non sarebbe la verità. Ma bi-sogna dire a sua gloria che, compresa d’una pietà rispet-tosa per Lucia, sentendo in certo modo la gravità e la dignitàdell’incarico che le era stato affidato, non pensò pure a farleuna domanda indiscreta nè oziosa: tutte le sue parole in queltragitto furono di conforto e di premura per la povera giovane.
"Dio sa da quanto non avete mangiato ! ”
" Non me ne ricordo più.,.. Da un pezzo.”
"Poverina! Avrete bisogno di ristorarvi.”
"Si,” rispose Lucia con voce fioca.
"A casa mia, grazie a Dio, troveremo subito qualchecosa. Fatevi animo, che ormai c’è poco.”
Lucia si lasciava poi cader languida sul fondo della lettiga,come assopita; e allora la buona donna la lasciava in riposo.
Per don Abbondio questo ritorno non era certo cosi ango-scioso come l’andata di poco prima; ma non fu neppuressounviaggio di piacere. Al cessarè di quella pauraccia, s’era eglisentito da prima lutto scarico, ma ben tosto cominciarono adare in fuora cento altri faslidj; come laddove è stato sradicatoun grand’ albero, il terreno rimane sgombro per qualche tem-po, ma in breve si copre tutto d’erbacce. Era diventato piùsensitivo a lutto il resto; e tanto nel presente, quanto nei pen-sieri dell’avvenire non gli mancava pur troppo materia di tor-mentarsi. Sentiva ora, molto più che nell’ andata, l’incomododi quel modo di viaggiare, al quale non era molto esercitato; emassimamente nella discesa dal castello al fondo della valle. Illetlighiero, obbedendo ad un cenno dell’ innominato, facevaandar di buon passo le sue bestie; le due cavalcature tenevandietro fil filo a passo pari; di che avveniva che, a certi luoghipiù ripidi, il povero don Abbondio, come se fosse messo a leva