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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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al padrone, chera pur natio dello stato di Milano, e suo an-tico conoscente. Questi, quantunque i tempi fossero scarsi, nonsi fece pregare a ricevere un operaio che gli era raccomandato,come onesto e abile, da un galantuomo intelligente. Alla provapoi, non ebbe che a lodarsi dellacquisto; salvo che, in sulprincipio, gli era sembrato che il giovane dovesse essere unposlorditodi natura, perchè, quando si chiamava:Antonio!le più volte non rispondeva.

Poco dopo, si ordinò da Venezia, in istile pacato al capi-tano di Bergamo, che pigliasse e desse informazione, se nellasua giurisdizione, e segnatamente nel tal paese, si trovasse iltale soggetto. Il capitano, fatte le sue diligenze, al modo cheaveva capito che si volevano, trasmise la risposta negativa, laquale fu trasmessa al residente in Milano, che la trasmettessea don Gonzalo Fernandez de Cordova.

Non mancavano poi curiosi, che volessero sapere da Bor-tolo, perchè quel giovane non cera più, e dove fosse andato.Alla prima inchiesta quegli rispondeva: "Ma! è scomparso.Per mandare in pace i più insistenti, senza dar loro sospettodi quel che nera davvero, aveva trovalo di regalar loro, a chiluria a chi laltra delle notizie da noi riferite di sopra: però,come cose incerte, che aveva anchegli intese raccontare, senzaaverne un ragguaglio positivo.

Ma quando la domanda gli venne falla per commissionedel cardinale, senza nominarlo, e con un certo apparato dim-portanza e mistero, lasciando intendere chegli era in nomedi un gran personaggio; tanto più Bortolo singelosi, e giudicònecessario di attenersi al suo metodo di rispondere; anzi, trat-tandosi di un gran personaggio, diede in una volta tutte le no-tizie che aveva stampate ad una ad una, in quelle diverse oc-correnze.

Non si creda però che don Gonzalo, un signore di quellasorta, la avesse proprio davvero col povero filatore di monta-gna; che informato forse della irriverenza usala e delle maleparole dette da colui al suo re moro incatenato per la gola, vo-lesse fare una sua vendetta; o che lo credesse un soggetto tantopericoloso, da perseguitarlo anche fuggente, da non lasciarlavivere anche lontano, come il senato romano con Annibaie.Don Gonzalo aveva troppe e troppo grandi cose in testa, per