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alla fatica, esausti ora dal disagio; raggrinzata la pelle sullebraccia aduste e sugli stinchi e sui petti ossuti, che apparivanodallo slracciume scomposto. E diversamente, ma non menodoloroso di questo aspetto di vigoria abbattuta, l’aspetto d’unanatura più presto conquisa, di un languore, e d’uno sfinimentopiù abbandonato, nel sesso e nell’ età più deboli.
Qua e là, per le vie e pei crocicchi, rasente i muri,sotto le gronde, qualche strato di paglia e di stoppie peste etrite, miste di immondo ciarpame. E una tale schifezza erapur dono e studio di carità, erano giacigli apprestati a qual-cheduno di quei tapini, per posarvi il capo la notte. Trattotratto, vi si vedeva, anche di giorno, giacere o sdraiarsi talunoa cui la stracchezza o l’inedia avevan vinta la Iena e tronchele gambe: talvolta quel tristo letto portava un cadavere: tal-volta l’esinanito stramazzava all’improvviso, e rimaneva ca-davere, in sul selcialo della via.
Presso a qualcheduno di quei prostrati, si vedeva purecurvato qualche o passeggero o vicino, attiralo da una subilacompassione. In qualche luogo appariva un soccorso ordinalocon più lontana previdenza, mosso da una mano ricca di mezzied esercitata a beneficare in grande; ed era la mano del buonFederigo. Aveva egli fatto scelta di sei preti, nei quali unacarità volonterosa e tenace fosse accompagnala e servita dauna complessione robusta ; gli aveva divisi in coppie, e adognuna assegnato una terza parte della città da percorrere,con dietro facchini carichi di varj cibi, di altri più sottili e piùpronti ristorativi, e di vestimenti. Ogni mattina, le tre coppiesi mettevano per le vie da diverse bande, si accostavano a queiche incontrassero abbandonati per terra, e davano a ciascunoquell’ aiuto di che fosse capace. Taluno già agonizzante e nonpiù atto a ricevere alimento, riceveva gli ultimi soccorsi e leconsolazioni della religione. A cui il cibo potesse ancora esserrimedio, dispensavano minestre, uova, pane, vino; ad altriestenuati da più antico digiuno porgevano consumali, stillali,vino più generoso, riavendoli prima, se facesse bisogno, concordiali e con aceto potente. Insieme, scompartivano vesti-menti alle nudità più sconce e più dolorose.
Nè qui finiva la loro assistenza: il buon pastore avevavoluto che almeno dov’ella poteva arrivare, recasse un sollievo