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soltanto sei mila uomini in Susa, ad occupazione del passo e amantenimento del trattato.
Mentre quell’esercito si allontanava da una parte, quellodi Ferdinando, guidalo dal conte di Collallo, si accostava dal-l’altra; aveva invaso il paese de’Grigioni e la Valtellina, si dis-poneva a scendere nel Milanese. Oltre tutti i terrori che cagio-nava l’annunzio d’un tal passaggio, correva la trista voce, anzisi avevano espressi avvisi, che in quell’esercito covasse la pe-ste, della quale allora nelle truppe 1 alemanne era sempre qual-che sprazzo, come dice il Varchi, parlando di quella che, unsecolo innanzi, s’era per esse appiccata in Firenze. AlessandroTadino, uno de’conservatori della Sanità (erano sei, oltre ilpresidente: quattro magistrati e due medici), fu incaricato daltribunale, come egli stesso racconta in quel suo ragguaglio giàcitato, 1 di rimostrare al governatore lo spaventoso pericoloche sovrastava al paese, se quella gente vi otteneva il passo perportarsi a Mantova, come correva voce. Da tutti i portamentidi don Gonzalo pare eh’ egli avesse una grande smania di farsiun posto nella storia, la quale infatti non potè non occuparsi deifatti suoi; ma (come spesso le accade) non conobbe, o non sìcurò di registrare 1’ atto di lui più degno di memoria e d’atten-zione, la risposta ch’egli diede a quel dottor Tadino in quellacircostanza. Dispose, non saper che farci; le ragioni d’interessee di riputazione, per le quali s’ era mosso quell’ esercito, pesarpiù che il pericolo rappresentato: con tutto ciò si cercasse dirimediare alla meglio; e si sperasse nella Provvidenza.
Per rimediare adunque alla meglio, i due medici dellaSanità (il Tadino suddetto e Senatore Sellala, figlio del celebreLodovico) proposero in quel tribunale che si proibisse sotto se-verissime pene di comperar robe di qual si voglia sorta dai sol-dati che erano per passare; ma non fu possibile far intenderela convenienza d’un tal ordine al presidente, « uomo, dice il» Tadino, 2 di molta bontà, che non poteva credere dovesse» succedere incontri di morte di tante migliaia di persone, perii» commercio di questa gente,et loro robbe.» Citiamo questo trat-to, per uno dei singolari di quel tempo: chè di certo, da che ci
1 Ragguaglio dell’ origine et giornali successi della gran peste contagiosa^venefica et malefica, seguita nella città di Milano etc. Milano 1648, pag. 10.
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