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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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codesti rimproveri, quando era ella che me lo toglieva il capo,invece di aiularmi e di darmi coraggio! Ho pensalo forse piùalla roba di casa che alla mia; non ho avuto chi mi desse unamano; ho dovulo far da Marta e da Maddalena: se qualche cosaandrà male, non so che dire: ho fatto anche più del mio do-vere.

Agnese interrompeva queste quistioni, entrando anchellaa parlare desuoi guai; e non si rammaricava tanto del trava-glio e del danno, quanlo del vedere svanita la speranza di riab-bracciar presto la sua f.ucia; ché, se vi ricorda, era appuntoquellautunno, sul quale avevan fatto assegnamento: era dasupporre che donna Prassede volesse venire a villeggarda quelleparti, in tali circostanze; piuttosto ne sarebbe parlila, se vi sifosse trovala, come facevano tulli gli altri villeggianti.

La vista dei luoghi rendeva ancor più vivi quei pensieridÀgnese, e più acerbo il suo desiderio. Usciti dai sentieri deicampi, avevan presa la strada pubblica, quella medesima percui la povera donna era venuta riconducendo, per cosi pocotempo, a casa la figlia, dopo aver soggiornato con lei appressoal sarto. E già si vedeva il villaggio.

"Andremo bene a salutare quella brava gente, disseAgnese.

"E anche a riposare un pochetto, chè di questa gerla iocomincio ad averne a bastanza; e poi per mangiare un bocco-ne, disse Perpetua.

"Con patto di non perder tempo; chè non siamo mica inviaggio per divertimento, conchiuse don Abbondio.

Furono ricevuti a braccia aperte, e veduti con gran pia-cere: rammentavano una buona azione.Fate del bene a quantipiù potete, dice qui il nostro autore, e vi occorrerà tanto piùspesso dincontrar dei volli che vi portino allegria.

Agnese, nellabbracciar la buona donna, diè in un piantodirotto, chele fu dun gran sollievo; e rispondeva con singultialle domande che quella e il marito le facevano di Lucia.

"Sta meglio di noi, disse don Abbondio: "è a Milano,fuor dei pericoli, lontano da queste diavolerie.

"Scappano, eh? il signor curalo e la compagnia, disse il

sarto.

"Sicuro, risposero ad una voce il padrone e la serva.