e se n’era fatta in mente una pittura fantastica che le si rap-presentava ogni volta ch’ella pensasse alle cose che quivi eranosuccedute, vedendoli ora quali erano davvero, provava comeun nuovo e più vivo sentimento di quelle memorie dolorose."Oh signor curato!” sciamò ella: "a pensare che la mia poveraLucia è passata per questa strada....!”
"Volete lacere? donna senza giudizio!” le gridò all’orec-chio don Abbondio: "sono elle cose codeste da tirarsi in campoqui? Non sapete che siamo in casa sua? Fortuna che nessunovi sente ora; ma se parlate a questo modo....”
"Ohi” disse Agnese: "adesso che è santo....!”
"Tacete li,” le replicò all’orecchio don Abbondio: "cre-dete voi che ai santi si 'possa dire, senza riguardo, tutto ciòche passa per la mente? Pensate piuttosto a ringraziarlo delbene che vi ha fatto.”
"Oh! per questo, ci aveva già pensato: che crede nonsappia nè anche un po’di creanza?”
"La creanza è di non dir le cose che possono dispiacere,massime a chi non è avvezzo a sentirne. E capitela bene tuttee due, che qui non è luogo da pettegoleggiare, e da dir su tuttoquello che vi può venire in capo, fi casa d’un gran signore, giàsapete: vedete che famiglia c’è attorno in volta: ci vien gentedi tutte le sorte: sicché, giudizio, se potete: pesar le parole,e soprattutto dirne poche, e solo quando c’è necessità: chè atacere non si falla mai.”
"Fa peggio ella con tutte codeste sue....” entrava a direPerpetua, ma: "Zitto ! ” gridò sottovoce don Abbondio, e insiemesi levò il cappello in fretta, e fece un profondo inchino, chè,guardando in su, aveva scorto P innominato scendere alla voltaloro. Questi aveva pur veduto e riconosciuto don Abbondio; esi affrettava ad incontrarlo.
"Signor curato,” disse quando fu presso, "avrei volutoofferirle la mia casa in una occasione più lieta; ma ad ogni modoson ben contento di poterle prestar servigio in qualche cosa.”
"Confidalo nella gran bontà di vossignoria illustrissima,”rispose don Abbondio, "ho pigliato ardire di venire, in questetriste circostanze, a darle disturbo: e, come vede vossignoriaillustrissima, ho pigliato anche questa confidenza di menarcompagnia. Questa è la mia governante....”