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cina, che métteva nei campi; e senza veder nè sentire animaviva, giunse presso alla casetta dove si aveva disegnato l’ospi-zio. Già s’era fallo sera. L’amico stava seduto fuor dell’uscio,sur una panchetta di legno, colle braccia avvolte sul petto, cogliocchi fissi in cielo, come un uomo imbalordito dalle disgraziee insalvatichito dalla solitudine. Sentendo una pedata, si volse,guardò chi venisse, e secondo che gli parve di vedere cosi allabruna, tra i rami e le fronde, disse ad alla voce rizzandosi inpiè, e levando ambe le mani: "Non c’è altri che io? non ne hofatto abbastanza ieri? Lasciatemi un po’stare, che sarà anchequesta un’ opera di misericordia.”
Renzo, non sapendo che cosa questo volesse dire, gli ri-spose chiamandolo per nome.
"Renzo....” disse quegli, sciamando insieme e interro-gando.
"Proprio,” disse Renzo; e s’ affrettarono 1’ uno versol’altro.
"Sei proprio tu t ” disse l’amico, quando furon presso:"oh che gusto ho di vederli I Chi l’avrebbe pensato? Io t’avevapreso per Paolin de’ morti, che vien sempre a tormentarmiperchè vada a sotterrare. Sai che son rimasto solo? solo! solo,come un romito!”
"Lo so pur troppo,” disse Renzo. E così, ricambiando emescendo affollatamente accoglienze, domande e risposte, fu-rono insieme nella casetta. Quivi, senza intermetterei discorsi,1’ amico s’affaccendò per far un po’ d’onore a Renzo, come sipoteva così alla sprovveduta e di quel tempo. Pose l’acqua alfuoco, e mise mano a far la polenta; ma cedè poi il matterelloa Renzo, che la tramestasse, e se ne andò, dicendo: "Son daper me; ma! son da per me!”
Tornò con un secchiello di latte, con un po’ di carne sa-lata, con un paio di raviggiuoli, con fichi e pesche; e, tuttoammannilo, rovesciata la polenta in sul tagliere, si posero in-sieme a tavola, ringraziandosi a vicenda, l’uno della visita,l’altro del ricevimento. E, dopo un’assenza di presso adue anni,si scopersero a un tratto molto più amici di quello che avessermai saputo di esserlo, nel tempo che si vedevano quasi ognigiorno; perchè ad entrambi, dice qui il manoscritto, erano toc-cate di quelle cose che fanno sentire che balsamo sia all’animo