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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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cui era stato per torsi giù anche dalia speranza, e dar perdutaogni cosa; e contrapporvi le immaginazioni dun avvenire cosidiverso, e larrivar di Lucia, e le nozze, e il far casa, e ilraccontarsi vicende passate, e tutta la vita.

Come la facesse ai bivii, che pur ve nera; se quella pocapratica, con quel poco barlume, fosser quelli che gli facesserotrovar sempre la buona strada, o se rimboccasse sempre allaventura, non ve lo saprei dire; chè egli stesso, il quale solevacontare la sua storia molto per minuto, lunghettamente anzi cheno (e lutto conduce a credere che il nostro anonimo 1 avesseintesa da lui più duna volta), egli stesso a questo luogo di-ceva che di quella notte non si ricordava che come se lavessepassata in letto a sognare. Fatto sta che, sul finir di essa, sitrovò disceso allAdda.

Non era spiovuto mai; ma, a un certo tempo, da diluviolera divenuta pioggia e poi unacquerugiola fina, cheta, ugua-le: le nubi alte e rade facevano un velo continuo, ma leggeroe diafano; e il lume del crepuscolo lasciò vedere a Renzo ilpaese dintorno. V era dentro il suo; e quello eh egli ne pro-vasse non si saprebbe significare. Altro non so dire, se non chequei monti, quel Resegone vicino, il territorio di Lecco, eracome diventato tutto roba sua. Gittò anche locchio addosso ase, e si trovò un postrano, quale, a dir vero, da quel che sisentiva, simmaginava anche di dover parere: sciupata e comeimpigliata addosso ogni cosa; dal cocuzzolo alla cintola, tuttoun mollume, una gronda; dalla cintola alle suola, poltiglia eloto: i luoghi dove non ve ne fosse si sarebbero potuti chiamareessi zacchere e schizzi. E se si fosse veduto tutto intero in unospecchio, con le falde del cappello flosce e spenzolanti, e i ca-pelli stirati e incollati sul viso, si sarebbe fatto ancor più specie.Quanto a stanco, lo poteva essere, ma non ne sapeva nulla: eil freschetto del mattino sopraggiunto a quello della notte, e diquel poco bagno, non gli dava altro che una fierezza, una vo-glia dandar più in fretta.

È a Pescate; costeggia quellultimo tratto dellAdda,dando però unocchiata malinconica a Pescarenico; passa ilponte; per vie e per campi, arriva in breve alla casa dellospiteamico. Questi, che, appena levalo, stava in sulluscio a guar-dare il tempo, alzò gli occhi a quella figura così guazzosa, cosi

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