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Opere / di G. -B. Niccolini
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I«?0L«0 I-IMVINL-r^' m I'.vrro VI vllidv^

101

per essl intondo 8!gn! lieg 16 . .->Itrl menll(luintiliano von avrodbo seritto, ede dapinpriotä di parole naseo ediarorra di«die, e c»e nel diletto vontrario a que-sto prexio eadvuo eoloro ede usan vo-cakoii du»' uso remoti. « dt oSseurrtas» /«t etrani usrür's «ü «3» remotr's, ut sr» yurs ooMmeutarrosp»utr/ieu«r ei uetu-), str'ssrm« soelercr et eevoketos «erutatus auctore« , rd r'psuM pst«t es; r'rs,

» </uav r»ds contrcraierit »on. r-rtöttr'Aa»- tur. l/i.? erri-u /anram e-'uditio-

>> ur« aFeetant, «t yuaedaur §olr seire)> Drdeautur. » Na ttuintiliano, diasl-mando x» amulori di viele e ranoideMi ete, approvar per questo non vollequolla eonsuotudine di parlaro ed'e vi-riosa, e stimd utlieio di duono sorit-lore I'opporsi a»a slolterüa di eoloroi quuli, ineul.ro nuova arte sopra nuo-vo uso tondar voKliono, lu nuluru del-1'arte distru^ono, e quslla dell'usomostrano d'i^norare.

Lrodesi per aleuni ede I'otimolyAiaaiutala dall'istoria o da»'arte erilieadasti a delorminare il souso propriodvlle parole; quasiede nella natura sles-sa d'una voeo siavi qualede eosa dipermanente o d' eterno, ede non possamal andar so^Zetto a nessuno dei tun»eamdiamenti, dai quuli son eontinua-mento a^itati i suoi usuali siAniüeati.

10 non eondannerd queste indaxini, lequali, vome nolö Ouintiliuno, »w» sL-ütaut per rttas euritrüus, seck erreum-rdas/nrereakr-itsma mi ^iova d'avvertireede x» uomini, oonsiderando Is oosssoll» aspetli eosi diversi, trovarono lruqueste rela/ioni eosi inaspettato, e»el'intellotto rimarredbesmarrito se prvn-desse a invostiMre in una parola radi-valo l'vrixiue di voei e»e siZniOeanoveramenlo dissimili vdiotti. li inuluAe-vole inoltre il seguitar pli andamentidello spirito umano, perelie nel nume-ro dello pereeirioni eiiuinate da questiobietti pud ad una piü ede ad un' Ul-tra rivolZersi; o aller quosta nuova ideati ue seeo tutli qli aeeossuri elie le sonpiopri, i quali possono eol prncederdei tompo divenire in questu pvree/io-ne la partv prineipale. Ouindi uvvionocl»o la meide ninana xiun»a ad uuo seo-po diverso in tutto da quello ede inprineipio ella si e proposla, eomenoto

11 poeta dei üloso» , l' ^.liFdieri

I'eroeelis l'uomo in ein pvnsivr rampalla!>ttvru psnsler, du ss dllun^u il se^no.,»eretui >u koga l'un dLii'irltxe iusviia..

lo voxllo e»6 un esomplo tralto dal-l'opera dei veLrosses al mio dirs ae<lni-sti kodo. sembra al eorto soAno ra-diealo, esprossiono dettata dalla naturaper indieare la stabilitä, interierioneelie si adopra perelie l'uom eessi daOAni moto. 8i notd quindi elie nol nu-mero piodinioso dez» astri della not-to, quasi lutti rimaneano Lssi ed iin-modili nello stesss parti dei eielo, equexli astri si ekiamarono skekte, por-e»d l' animo nostro tolss a rixuardarequesta partieolaritä pinttostoetlü un'al-tra, sieeome osso avrodde potuto. »inqui I'ospressiono vocale o la eonsidv-rarions dolla mento proeedono insiomo:ma eoco e»o 1'una dall'altra si dipar-te. »arvero le stelle osser ne»' innuen-sila del eielo quasi lueidi punti: quo-sta apparenxa non avea aleuna relu/uo-ne eoil' essor elleno »sso. Or l' animopreso di quest.'apparon/.a dimoniiea leprime ideo » e osservando elio la pelled' un roltile e sparsa in aleun luoAO diinaeekie eolorite , xli diedo il nomo distettro. Na eiö e nulla: si tanlastiea eliola sua pelle sarodbe un' oeeellento ine-dieina, o si ^iunFg a eredoro clr' ezlila divori, invidiando axli uomini que-slo rimodio (1). .-IppoWialo a queslaeredonra , talnn si avvisu di clnamarstettrvuutn quella speoio di contratto lro-dnlonto eol quäle si vonde una eosa eliepin non si possiode. Leeo una quartamvtamorkosi di parole, in eui il seZnoradieale di stgl)ililärimansompre,quan-tunque non si trat» d'okietti ne »ssine variali di piü eolori, ma sol di eosee»e ingannano. Losi l'aninro nostro per-de di vista o^ni analoKia, o tossendula storia dei sixnilleati d'un voeulioloeol risalire ai radieali, pare eliv si tue-eia Ir> storia dei deliramenti dello spi-rito umano. 8aravvi per avVentura eliieontrasterd al ve Lrosses la voritü <Iiquesta etimolo^ia; ma «H» v kuor didubdio elie se si potvssero rinlraeeiarele prime idee oontenute in eerti vvva-lioli adoprati per istatuliro un'opinio-ne, non vi sarodbe eki non rinianessemoravixliuto, seoprendo tanta divei si- t'ra le ideo prime v quelle ede stol-tamento K» uomini rieovono, eome sedi esse lossero eonsetzuenra. ll pereliel'u notato ede il Iiu»uaßMO perpetua^li errori eome la voritü; o quandouna talsa opinione s'introdueo nella de-rivarione d' un tormine, par ede vi

>1^ kus.. 1/ist. a«t-