m,rr,v oorinrni.v
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islanti. I? ei?, elie sentir dedliono quoliieliv introdusso nell» su» liaulica, nunsolo ei valse » siNniliear eOllo parvlv,inu gli itUe-r^iö come riolriedea il lorocoslume, ie loro passivni, e eon quolsenso squisito dei vero, del dollo, edei suklime, ol,e I» nalur» eoucode »poeki »rlisli. Di quaula siipieu/a e lan-lasia er» mostiori per lrovare le alli-iudini »bituali o proprie dei vi/.i, »l-euni dei quoll son parliti lia loro dievsi lrreve eonline , e <l' esprimere neiMsti i rasddi movimenti dell'animoin uu mutlo
kiü ekisro »ssai ede per parier disliuto!
kn notalo cl,e dope »vor lello la do-seririono dell» Drrr'nK (iommeckia 8i ere-<Io over visilato uu» N»IIeri»: e I,en 8ieomprendo cde Dante iu I' »inioo di6iotlo, e 8i dilelld di <Ii8e«ir»re, sie-conie ei laseiit sorillo nella 17 le iVusr«con <iuo8lo parolo: — « In quol «iorno» nsl quäle 8i eonqiieva l' anno ctie» quesla Donna er» lall» deilo villadi-» ne clolla vi!» olern» , io mi seilev»» in parlo, ueil» quäle, rieordandomi» di lei, io diseAnava un »ntziolo sopra» eerla lavoletla». Ll» in taut» variel»di »eoilleuli il l'ooma rimane uno nell»Person» di Dante, » eui solo lull» in-liera vien rappresenlal» quell» visio-ne, e in Lealries elre Io »llid» alle eure«li Virgilio, e xli e «li soorl» nel l'»-radiso. AI» quesla unil» comancl»!» dal-I' eierno leM dell' inlellello , non equell» «lei relori, cko von misera in-dusli i» iianuo lenl»>o cl' inveslixare »qital Kenere cli poesi» »pparten»» l»Dir:/»« Oommedr«. I limili 8on dillieilia 80 ^ 0 »> 8i laclclove il moclello dell'imi-larinvo nun e inaleriale; e si determi-nano von rizore, o si eonlondono eonxooo »eeorNimenio, e per islrano??»sisleinaliea, quando l» xoesi» riinanen-dosi dall' essero un' ispirarione e unltisoxno , diviene, eol ereseer dell» ra-xione e dell» oivill», un'arle inlorvo»II» quäle le dispnto dei eriiiei sonoinlerminadili, e quasi di nessun Irut-lo. LI» I» poesi» in Dante e veramonleei ea/.iono; quindi somiAli» , per quan-to lice, all» nalur» , elie un» , divor-s», semplioo, eomposl», eon» iun»e inuu solo oliiello qualila disparate, ponel' inlinilo null'unil» , o l'unil» noll'in-linilo. Il pnema dell'iiliNlneri lien clol-l'.epioo nel raeeonlo , dol diaininalieonel'.e »rioni e nei dialoNlri ein; Io »e-
eompassnano; e puö cliiainarsi dida-sealieo per Io queslioni ol,o il Pool» »1r»ll»r ku eoslrello «lall» nalur» dell'ar-Nomenlo , dallo seopo olr'oi si proposo,dall» oondiriono dei iempi nei qualirisse. Vorü le dispnto o lv doltrino del-la Dtriraa Omnmrtlra sono per tzli Stu-diosi el>v amlii per »seollalori; o perl' universale , le islorio, le allusioni,le »IleNoiie, eosl aller» inlose, elienon »ve» luo^o in^eNno di eoinmenta-lore r,l>e si »llalieasse in lvNlivre adesse quel volo di eui l'iNnoran^a u I»paur» per lanlo tenipo le eoperse. I'eröI» 7-rmna dourmeckra puo eiriuiuarsi slo-riea psi lstli elie narr», pei porsonaA-Ni el>o » parlaro inlroduee, «inanlun-que in sostaur» ideali, N^eelte »llronon e eile un» visionv, I» quäle perI» sua dural» mutandosi in ooulewpl»-rions, diviene un lallo dell' inlellello.Uossi da quesl» socond» considerario-no Ali odierni erilici, i quali si »vvi-sano di polero spenMro I' imn>agi-narione o ridurre Io letlore o l' »rli»d un» triviale imitariono dei voro,conlendono pure »II'^liNlneri I» »lori»di poel» , sul lvudamenlv olre non vie poesi» laddovo maue» I» roalt», eo-me nel sulüotlo laniaslieo elie » trat-taro iuli »prese I' iVIiFilieii. I» penso,al eontrario, elie »li venA» Nraudissi-m» loclo dall'avor eletto un arNomonlonel quäle il vero si mesee eol lalso;in Auis» elie I» menle, senx» riinauersospesa 5r» il roiuau/o o l' istori» , siaddandou» volonlieri, e senr» »lein«pvricolo, »i presliKi cloll'illusione. 6iömi Iiasl» d'avoro »ecvnnato, porolie ionon coroo lain» dal eontendere, e li»le parti elie il luror lollorario a N»er-r» men», non rniiito sollo il vossillo dinessun», sgpendo per prov» elro nell'au-tio» souol» l'osservan/a verso i »raudilaeilmonle si eaugi» in superslixione;o nell» nuov» , coins avviono' in opiiisoll», quelli ol,e dimandarono d'osseresollorli son divvnuli perseeulori.
Or lornando »l mio lema, diro eliecoloro i quali si »vvisano di Irovaronell» örmnu Oourmeclr« tvrmo reNolarie un feuere eselusivo , rendono innua-xine di clri volesse I'Ooeano clerivaieda rusoolli (1). In quell» universaliläI» quäle »d ess» e propri» , I' oper»dell' .Lligltiori manilesl» piü di tulli ipoemi aulielii o modorni I» polen?»
< I > Vedi le QnrsrclerttLiinri /r/ose/ie/rs