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La Divina Commedia : di Dante Allighieri / Edizione minore fatta sul testo dell' edizione critica di Carlo Witte
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CANTO DECIMOSESTO

Buio d’inferno, e di notte privataD’ ogni pianeta sotto pover cielo,

Quant’ esser può di nuvol tenebrata,

4. Non fece al viso mio sì grosso velo,

Come quel fummo eh’ ivi ci coperse,

Nè a sentir di così aspro pelo;

7. Che 1’ occhio stare aperto non sofferse:

Onde la Scorta mia saputa e fidaMi s’ accostò, e 1’ omero m’ offerse.

10. Sì come cieco va dietro a sua guida

Per non smarrirsi, e per non dar di cozzoIn cosa che il molesti, o forse ancida;

13. M’ andava io per.l’ aere amaro e sozzo,Ascoltando il mio Duca che dicevaPur: Guarda, che da me tu non sie mozzo.

16. Io sentia voci, e ciascuna pareva

Pregar, per pace e per misericordia,

L’ Agnel di Dio, che le peccata leva.

19. Pure Agnus Dei eran le loro esordia:

Una parola in tutte era, ed un modo,

Sì che parea tra esse ogni concordia.

22. Quei sono spirti, Maestro, eh’i’odo?

Diss’ io. Ed egli a me: Tu vero apprendi,E d’iracondia van solvendo il nodo.

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