CANTO VENTESIMO
Con tra miglior voler voler mal pugna;
Onde contra il piacer mio, per piacerli,Trassi dell’ acqua non sazia la spugna.
4. Mossimi; e il Duca mio si mosse per liLochi spediti pur lungo la roccia,
Come si va per muro stretto ai merli;
7. Che la gente, che fonde a goccia a goccia
Per gli occhi il mal che tutto il mondo occupa,Dall’ altra parte in fuor troppo s’ approccia.
10. Maledetta sie tu, antica lupa,
Che più che tutte 1’ altre bestie hai preda,Per la tua fame senza fine cupa!
13. 0 ciel, nel cui girar par che si credaLe condizion di quaggiù trasmutarsi,
Quando verrà per cui questa disceda?
16. Noi andavam con passi lenti e scarsi,
Ed io attento all’ ombre eh’ io sentiaPietosamente piangere e lagnarsi:
19. E per ventura udi’: Dolce Maria:
Dinanzi a noi chiamar così nel pianto,Come fa donna che in partorir sia;
22. E seguitar: Povera fosti tanto,
Quanto veder si può per quell’ ospizio,
Ove sponcsti il tuo portato santo.