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La Divina Commedia : di Dante Allighieri / Edizione minore fatta sul testo dell' edizione critica di Carlo Witte
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CANTO DECIMO

vXuardando nel suo figlio con 1 amoreChe T uno e 1 altro eternalmente spira,Lo primo ed ineffabile valore,

4. Quanto per mente o per loco si gira

Con tanto ordine, eh esser non puoteSenza gustar di lui chi ciò rimira.

7. Leva dunque, lettor, all alte rote

Meco la vista dritto a quella parteDove 1 un moto e 1 altro si percote;

10. E comincia a vagheggiar nell arte

Di quel maestro, che dentro a 1 amaTanto che mai da lei 1 occhio non parte.

13. Vedi come da indi si dirama

L obbliquo cerchio che i pianeti porta,Per satisfare al mondo che li chiama;

16. E se la strada lor non fosse torta,

Molta virtù nel ciel sarebbe in vano,

E quasi ogni potenza quaggiù morta.

19. E se da dritto più o men lontano

Fosse il partire, assai sarebbe manco,

E giù e su, dell ordine mondano.

22. Or ti rimari, lettor, sopra il tuo banco,Dietro pensando a ciò che si preliba,

S esser vuoi lieto assai prima che stanco.