istum* prcximumqui purissima diUSliom fr& multis nitebitur excellere Z
Ma chi ö cosi priuo d’intelletto,cJie nonpenetri di ci6 Ia ragione?Di
2 quante miserie e pieno questo mopdo fallace f In quanto fragii legnosolchiatnocosigraa marefQuanti venti contrarifuriosameatc fofsian-docereandi mettercj ai fondo ? Quante onde procellose impetuosa-mentc cibattono ? Quanti nimici poderosamentec’assalgono.esisor-zan d’oppri merci? Quante malign-ra fi suscitanof Quante maledicen»ze; Quantecalunme? quante imposture? Quante falsitif Quantepersecuziom f Quante male creanze? Qiiant’insolenze? Quanti di«spregi? Quante soperchierie ? Chi attenta rorui la robba ,, chi Ja ripu*tazione,i’onore, e la fama; chi la pace dei cuore j chi la sanitd, chi lavita chi gl’amici ; chi procura dhntorbidarei vostri negozstchi di spe-zar l’orditure, recider le trame devostri ben’ordinati affari; chi di le-uarui ii seguito,e fcreditarui ? chi di metterui in disgraziade'Principi,Gouernanti^ e Ministri; chi di renderui odioso a’popoli , con torui ilbuonconcetto ch f aueteacquistato;chi di rendere inutili le vostre fati-che ;chi-dstnfangare le vostre virtii, e farl s appatiredetestabili vizijchiin mill’altre maniere fa 1‘vltimo di potenza per nuocerui>& atterrarui.
Che disastri non vi vengonoogni giorno a ferirejoggiv’e mofla vnalite» domani il st ume vj rode i terreui, eselnngoia ;ilfuoco co fuoiia-cendij vi distrugge gl i edjfizi,e lesuppcllettili >i tiirbmi v c atteran le ca-se ; le gragnuoleste nebbie, i venti importuni ni tolgono le ricolte,vnovirubba, vn c altro v'assaffina;chi vifaceaKamico vijtradisce,il parenteui si fcuopre jnimico: i Procuratori, e gKAuuocati vi mettono m mez-zo,i Notai imbrogliano le scritture,i testamenti, c f contratti; i Giudi-ci sentenziano non secondo le leggi, «^1 peso dellc ragioni, ma delhar-gento,e dell‘oro;I Ministri de'Grandi vi succi ano, vi fmembrano,e as-fattocanfumano .L‘inclemenza delharia vi slemperalacompleflione,il caldo vi strugge,il freddo vsinorridisce, l f vmidita dclla Primauera, edelP Autuno v'empie di catam ; ora vi molesta vn dolore/ara 1‘altro;1‘infermitägiostrano nella lizzadel vostro pouero cor po. Ad vno muo.re il stgliuolo,all ( altro il padre.a questi J‘amico,a quelh jl promotore ;e spesso si resta priuo delle persone piucare,eche giouamcnto mag-giorearrecauano.
„ E ehe dirb de'mali,ch’intemamente c'aßliggonos’Comc spesso e di-
5 icorde Panimoda fe stessofQual guerra piuciuile dcll’animofluttuan-te,irresoluto. e perplefso? La diisensione ciuile e de’Cittadini tra dilo-ro ima questa e deirhuomo conse medesimo. Quclla tra le parti deipopolo nelle piazzedeilacitta; questa si sä dentro nelfanima tral’istesse parti delPanima. Qui non ö jl Citiadinocontro dei suo Concittadi«no,ol'amico conti o ramico,o ? lfrate]locontra’ifratelloicomesoueteaccadeua nelle guerre ciuili di Roma, tra Mario, e Silia; tra Cefare,ePompeo; tra Ottauiano,e Marc’Antonio:ma 1’huomo litiga contro sestcsso,nel qnal litigio ninna quiete puö efseroell 1 animo,niuna sicurez-
ardi-