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Trattato della pazienza necessaria ad ogni stato di persone, et utilissima a padri predicatori contenendo bellissime ponderazioni scritturali, dottrine, & erudizioni / opera del P.M.F. Angelo Paciuchelli da Monte Pulciano dell' Ordine de' Predicatori, già provinciale della Provincia Romana
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ipo Trattato deila Pazjenza

tcmenre si tolleranole coseauuerse ,dolori,infcrmita morte,e akrc diucr-scfciagure , E vna longanimita ,percussenza adirarsi saspetta la resipi-scenzadichierra > eoffende . Lapri-manonpub connenirea Dio, ehe dimpaiTibi]e,irnmortale , e 1isteslabea-titudine per eflenzri , nd qual sensopario Grisostomo,quando disseiV«/'-Epifi. ad quä m sacris lueris Deo patientia tri-Colojs, buitur. Nelsccondo modo ascriuesiin grado supremo la pazienza a Dio,ene son pie ne le sacre lectere, e ilibrideSanti Padri. Cheperbd/ffe1P.S.Lib.de Agostino: Virtus animi, qustpatttn -patient » tia dicitur > tam magnum Ueidonumeßlvt etiam ipsius , qui eamnobis lar-gitur , qua matos , vt corrigantur , eXpettat,patier tia pradicetur,ell quepa.tiensfine vllapaffione J E la pazienzavn bene ta uro grande,vna virtusiec-cellente, e vn dono si prezioso,she Iddio, il quale celo dona, vuolcchefipredichi di Iui steffo, e fi gloria deffcrdettopaziente,quantunque senza>niuna passione»

4 I3uonpernoi,chabbiamo vn Diocos! paziente,canta rutto licto il Pro-J c?(«/.7lz.fcta: Deus mdexiuftus , fortis-,& pa- l tsensi nunquid trafettur per fingulosdies * Iddio e Giudice ,che, e vedetutte le cose, non e vnhuomo.che ,puo effere allucinato, & effergligiorata la poluere süglocchi, con per-suadergli il falso per vero,el vero perfalso . E giuslo, non puo effer peruer-titoco donaciui,e regali,cfiecorrotn-pon le menti dc Giudici E forte, chepotentemente cscguilce quello, chegiudica giuffamente » e non e chi lo - poffa impedire dallesecuzionc. Con-

dizioni formidabili atte a atterrire o-gni piüdnrocuore. ö che gratis,conforto mi da lattt ibuto,che segne!

Patiens Aspetta, dissimula,benche_ »

osfeso sopporta,no sadira a ogni mo-mento,come facciamo noi altri,com-pafflona Ia nostra miseria, edä spaziodi penitenza-

Non fi sapeasazfare di cosl dole ioggetti - Vnaltra volta prorompe ;Oh m;o Dio t Che bell'opere son levostrej Nonsatagenerazione , chenonle iodi, e non pronunziTeccelsa

vostrapotenza.Ma ditemi, vi prego,

6 Dauid, questa potenza di Dio itujchcfipaldaJ Risponde: Mi[erator , Sal- 144 ,0 misericors Dominus , patiens, 0 8.multum misericors - In auer pazienzaco'peccatori, che pare.faccian ivici.meproueper prouocarloasdcgno, ecauarglia foiza di mano i gastighi,invsar loro vninfinita misericordia-»,chiamandogli a se con affettuosa dol-cezza,inuitandoglicon promesse,of-ferendo loro il perdono, minaccian-dogli se non resipiscono.mädando lo-ro dejlauersitä , perchc defistano dalrnalfare,e in centoje millaltre manse-re incitandogli a procacciar la salute.

Glosa Vgon Cardinale Potentiamhic laud»t non quod terras suspendit,

0" maria coercuit, 0. stellis calum depinxit, &c. sed quia tolerat peccatoresvt comertantur. Che buono » grande,e pietoso Dio £ questo . Non si gloriad! far dimostrazionedcllasna potezain creare il Mondorin cstedere i Cjc~

Ii, e abbellirgli di si rari ornamenti,e: luminari,non in stabilire la Terra, e<>-paginare il di lei corpo,quafi con ossaaltere, con porsidi.e con marmi,riem-piere lesue vene,quasi di ticco sägue,d'argento,e d'oro; non in collocare sigran congerie d*acquene*mart, e ar-ricchirgli non mendi pe se i,che di te»

(ori i non in aitre cose di tal sorte; main effer pietoso, paziente, dolce, esoa.uecontntti.

Et iodibuotia voglia mi sottescri 5uo>dice Sin Paolo. Volent Deus no- Ro.y.zi.tamfacerepotentiamjuam , (ußinuitin multa patientia vasa ira apta inL,interitum » Qriando Dio volle osten-tare il sno valore,r sortezza,che fece!Mandöidiluuhpiotiei fuoco dalCie.lo 2 apri la terta, che inghiottlffe gl*huomini vini? manddi moltitudinediLioni, edOrsi , chediuoraffero i de-linquentiiconcito gl'elementi ,gbAn -geli, e tutte le creature a^danni di chiglofft ndeua S Niente tale, ma ebbevna grandissima pazieza con chi lirriraua con mille maluag/ra, e ortendebestemmie. Sopportp pazienrcmentehuomini, che merstauano non vn so-lo, ma molti Iofcrn; . S ußinuit itumulta patientia va/airee, dichtet a Ai-

mo-

(