ipo Trattato deila Pazjenza
tcmenre si tolleranole coseauuerse ,dolori,infcrmita morte,e akrc diucr-scfciagure , E vna longanimita ,percussenza adirarsi s’aspetta la resipi-scenzadichierra > eoffende . Lapri-manonpub connenirea Dio, ehe dimpaiTibi]e,irnmortale , e 1’isteslabea-titudine per eflenzri , nd qual sensopario Grisostomo,quando disseiV«/'-Epifi. ad quä m sacris lueris Deo patientia tri-Colojs, buitur. Nelsccondo modo ascriuesiin grado supremo la pazienza a Dio,ene son pie ne le sacre lectere, e ilibride’Santi Padri. Cheperbd/ffe’1P.S.Lib.de Agostino: Virtus animi, qustpatttn -patient » tia dicitur > tam magnum Ueidonumeßlvt etiam ipsius , qui eamnobis lar-gitur , qua matos , vt corrigantur , eX‘pettat,patier tia pradicetur,ell quepa.tiensfine vllapaffione J E la pazienzavn bene ta uro grande,vna virtusiec-cellente, e vn dono si prezioso,she Iddio, il quale celo dona, vuolcchefipredichi di Iui steffo, e fi gloria d’effcrdettopaziente,quantunque senza—>niuna passione»
4 I3uonpernoi,ch’abbiamo vn Diocos! paziente,canta rutto licto il Pro-J c?(«/.7‘lz.fcta: Deus mdexiuftus , fortis-,& pa-‘ l tsensi nunquid trafettur per fingulosdies * Iddio e Giudice ,che sä, e vedetutte le cose, non e vnhuomo.che ,puo effere allucinato, & effergligiorata la poluere sügl’occhi, con per-suadergli il falso per vero,e’l vero perfalso . E giuslo, non puo effer peruer-titoco donaciui,e regali,cfiecorrotn-pon le menti dc Giudici E forte, chepotentemente cscguilce quello, chegiudica giuffamente » e non e chi lo‘ - poffa impedire dall’esecuzionc. Con-
dizioni formidabili atte a atterrire o-gni piüdnrocuore.Mä ö che gratis,conforto mi da l’attt ibuto,che segne!
Patiens Aspetta, dissimula,benche_ »
osfeso sopporta,no s’adira a ogni mo-mento,come facciamo noi altri,com-pafflona Ia nostra miseria, edä spaziodi penitenza-
Non fi sapeasazfare di cosl dole ioggetti - Vn’altra volta prorompe ;Oh m;o Dio t Che bell'opere son levostrej Nonsatagenerazione , chenonle iodi, e non pronunziTeccelsa
vostrapotenza.Ma ditemi, vi prego,
6 Dauid, questa potenza di Dio itujchcfipaldaJ Risponde: Mi[erator , Sal- 144 ,0 misericors Dominus , patiens, 0 8.multum misericors - In auer pazienzaco'peccatori, che pare.faccian i’vici.meproueper prouocarloasdcgno, ecauarglia foiza di mano i gastighi,invsar loro vn’infinita misericordia-»,chiamandogli a se con affettuosa dol-cezza,inuitandoglicon promesse,of-ferendo loro il perdono, minaccian-dogli se non resipiscono.mädando lo-ro dejl’auersitä , perchc defistano dalrnalfare,e in centoje millaltre manse-re incitandogli a procacciar la salute.
Glosa Vgon Cardinale Potentiamhic laud»t non quod terras suspendit,
0" maria coercuit, 0. stellis calum depinxit, &c. sed quia tolerat peccatoresvt comertantur. Che buono » grande,e pietoso Dio £ questo . Non si gloriad! far dimostrazionedcllasna potezain creare il Mondorin cstedere i Cjc~
Ii, e abbellirgli di si rari ornamenti,e: luminari,non in stabilire la Terra, e<>-paginare il di lei corpo,quafi con ossaaltere, con porsidi.e con marmi,riem-piere lesue vene,quasi di ticco sägue,d'argento,e d'oro; non in collocare sigran congerie d*acquene*mart, e ar-ricchirgli non mendi pe se i,che di te»
(ori i non in aitre cose di tal sorte; main effer pietoso, paziente, dolce, esoa.uecontntti.
Et iodibuotia voglia mi sottescri 5uo>dice Sin Paolo. Volent Deus no- Ro.y.zi.tamfacerepotentiamjuam , (ußinuitin multa patientia vasa ira apta inL,interitum » Qriando Dio volle osten-tare il sno valore,r sortezza,che fece!Mandöidiluuhpiotiei fuoco dalCie.lo 2 apri la terta, che inghiottlffe gl*huomini vini? manddi moltitudinediLioni, ed’Orsi , chediuoraffero i de-linquentiiconcito gl'elementi ,gbAn -geli, e tutte le creature a^danni di chigl’offt ndeua S Niente tale, ma ebbevna grandissima pazieza con chi l’ir—riraua con mille maluag/ra, e ortendebestemmie. Sopportp pazienrcmentehuomini, che merstauano non vn so-lo, ma molti Iofcrn; . S ußinuit itumulta patientia va/airee, dichtet a Ai-
mo-
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