XLI
volte piu if capo che fe fteffa, habbiamo da penfarecredere, che la noftra volontà potra tanto piuche le preditte cofe, amare piu Dio che fe, quantoche Dio è maggior bene che non è ne latesta ne lapatria. A quefto anco rifpondo e dico, ch'el fortecittadino efporra molte volte la vita per la glo-ria, la quale ama piu che la propria vita, ò veroperche preuede che perdendofi la patria, per derebbe il tutto, però giudica effere manco male lo efporre cofi la vita. Altri fonno moßi a pigliare le armidall' vtile che fperano, ò dalli danni che temano.Tutto quello adunque che fa il forte politico, comecarnale, è folo per fe& per fuoi intereßi proprij.Et cofi anco l'huomo quando efpone la mano cotrala fua propria inclinatione, a riceuere vna feritaper faluare la tefta, lo fa, perche ama fe fteffo, vede effere manco male e minor pericolo, fe pate lamano, che fe patiffe la tefta. E fempre adunque a-mor proprio, quello che ci fa operare quando fia-mo fenza la diuina gratia.Et fe bene Dio folo in verità è buono, inchiude in fe in virtù eminen-tia ogni bontà, però no folamente doueremo amarlo fopra tutte l'altre cofe, ma in lui folo doueremoporre tutt'il noftro amore, niëtedimeno per il peccato de primi parenti, fiamo fi ciechi, infermi, ma-lignier miferi, che fenza la fua gratia& lume fo-
Tit 2.