X LI
pranaturale, non folo non poßiamo mettere in luitutto il noftro amore, imo ne amarlo fopra tutte laltre cofe.Dirai, io efperimento pure, che fe ben fono vn trifto& fenza la diuina gratia, in ogni mo-do ho vn certo defiderio d'amarlo fopra tutte l'altre cofe: perche quel defiderio non è altro cheamore, però poffo fenza altra gratia amarlofo-pra tutte le creature. A quefto dico, che se andaraiben cercando, trouarai che quel defiderio che hai diamarlo, non è fe non per intereẞi tuoi. Se fei carnale, non defideri di amarlo per gloria fua, ma pertua propria felicità, quefto no è amare Dio , mate.Et fe diceẞi, io defidero che ogni mio volere, a-more& defiderio fia intenfißimo fincerißimo.Refpondo fimilmente o dico, che anco quefto tuodefiderio fe fei carnale, è folo per tuoi refpetti, pe-rò no ami fe no te. Mentre adunque che fiamo carnali, che in noi regna l'amor proprio, non fola-mente non poßiamo amare Dio fopratutte l'altrecofe, ma non poßiamo in verità amarlo, fe non pernoftri intereẞi: il che non è amare lui, ma noi. Di-rai, basta che mediante la diuina gratia poßiamoamarlo quanto noi vogliamo, perche la diuinagratia non manca mai, però èfempre in noftra po-teftà di amarlo, nel modo che ci piace. A que-fo anco refpondo, er dico la efperientia effere in
contra-