LI
amore.Diro, che non lo creado ab eterno, nol poteua crear fi prefto, che infr'altépo della fua creativeet la eternità, no vi fuffe vna infinita diftätia, et vninfinito těpo imaginato, però fempre harefti poffuto muouere il medefimo dubio.Dirai, s'egli ci haueffe fubito, poi che ci hebbe dato l'effere pofti in para-difo, et fatti felici, ci barebbe pur mostrato maggioramore che no ha.Refpodo, ch'egli ci ha prima meßiin battaglia, aciò che efercitadoci in tutte levirtù, etpreualedo cotra gl'inimici di dio, no per noftra propria bontà, ingegno ò forza, mafolaměte per Chriflo, et pura gratia di dio, al quale folo fi couiene og-ni bonore et gloria, entriamo di poi in paradifo, comagiore triofo et gloria: però in quefto ci ha moftro magior'amore. Dirai, doueua almaco, poi cheno voleua fubito farci beati, farci tali che no poteffemo peccare, ne per täto dannarci, et in quefto ciharebbe moftrato magior amore, che infarci cofi fragilifi come fiamo. Refpodo, che poteua crearci pietrebeftie, ò altre cofe fenza ragioe, ma voledo crearcicapaci di Dio , attefo che no poßiamo attingerloin lui beatificarci, fe no per mezo dell'intellettodella volotà, bifognaua che ci deffe quefte due potentie, cio è, l'intelletto et la volontà. Et perche alla vofontà è intrinfeca et effentiale la libertà, tal che nopuo effere volotà fenza libertà, però no poteua far
ci di