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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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LI

ci di dio capaci, che no ci faceßi liberi.Hor fe di poi,bauendo inanti il bene et il male, l'huomo laẞa ilbene, elegge il male, la colpa è tutta dell'huomo, etno di Dio. Forfe dirai, Dio è capace di fe fteẞo, però ha intelletto, volontà e libertà, onietedimenonon puo peccare: hor cofi harei voluto che haueßefatti noi, capaci di dio, liberi et impeccabili, et ci harebbe moftrato magior amore. Refpodo, che la diuina volotà, per no eẞere maligna, no puo hauere inodio Dio fommaměte buono, imo per eßere infini-tamente perfetta, è neceßitata, no da alcuna eftrin-feca potétia, ma dalla fua propria perfettioe, ada-mare Dio infinitamente: però fi come la diuina vofontà no puo no eßere fempre fommaměte per fet-ta, cofi no puo macare di no rendere fempre all'infinita diuina botà fupremo amore, fi come gl'è debitoma perche la noftra volotà no è fommaměte perfetta, però puo macare di rendere a dio fupremo amore, et cofi puo peccare. Ne poteua dio farla per natura impeccabile, fi come è lui: et quefto perche l'animano hauědo teffere per fe fteffa, bifognaua che haue-do a eßere, fuße creata da dio, ma no poteua hauerPeßere da dio, ch'ella no pendeße da Dio : et hauědoeßere depedente, era neceßario ch'el fuo eßere nonfuffe infinitamete perfetto, ma finito et limitato pertato tale, che poteffe et macare et peccare, Dipol