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ciamo oratione, delle elemofine, l'altre opere pieanoi debite. Refponderei direi, che tutti li pre-cetti di Dio , fe ben alcuni di eßi fonno negatiui, ni-entedimeno tutti fi hanno a intendere redur
rein affirmatiui. Tal che doue Dio ci comandache non amaziamo, non folo intende proibirci chene a noi, ne ad altri togliamo la vita corporale,
molto manco la fpirituale, che non offendia-mo in modo alcuno ne il corpo ne l'anima de proffimi nostri: ma di piu intende imporci che in ognimodo a noi poßibile, giufto& honesto, li prefer-uiamo la vita& corporale& fpirituale. Et cofiin proibirci che non robbiamo, intefe no folo proi-birci che non togleffemo la robba d'altri, madi piu che gli deffemo della noftra, fe ne haueffe-no bifogno. Similmente in imporci che no nominiamo il fuo nome in vano, ci comando tacitaměte chelo laudaffemo, ringratiaffemo,& honoraffemo cola lingua in ogni modo a noi poßibile. Et che cofifia il vero è chiaro, perche la negatiua presupo-ne la fua affirmatiua, dalla quale nafce: tal che perche fono obligato ad amare il proẞimo, però fo-no obligato a no l'offendere, et cofi perche fon' obligato ad amare Dio col core, laudarlo con la lin-gua, honorarlo con l'opere: però fono obligatoanon odiarlo, vituperarlo, ne dishonorarlo in mo
do