LV
do alcuno. Ma aciò fa a ogn' vno chiaro, come lalegge di Dio et della carità è perfettißima, bifognafapere che debba cofi efplicarfi, in prima quandodio diffe, io fon il tuo fignor Dio , c'impofe, che l'haueffemo per noftro vnico Dio , però per ogni no-ftro bene: per tanto che haueffemo viuo e chiaro lume della fua bontà, fpiritual gufto fentimento, donde ne nafce l'offeruantia di tutta la lege,la fomma perfettione dell'homo. Et quefto perchechi ha tal viuo lume di Dio , non l'ha cof core in o-dio, non adora altri Dij, non fi diffida di lui, ne fidefpera del fuo adiuto, non lo difgratia, non fe nefa beffe, non lo difobedifce, non danna l'opere fue,non l'ha per ingiusto, non mormora di lui, ne lodishonora col core in modo afcuno: imo l'ama,lui folo adora, fi confida e fpera in lui, loringra-tia, lo teme, gl' obedifce, approba le fue opere tutte per giufte, finalmente lo lauda& bonoracol core in ogni modo a fe poßibile: però offeruaperfettißimamente il primo precetto. Offerua an-co il fecondo: imperò che non fol col core, ma ne anco con la lingua lo biaftemma, maledice, difgratia,vitupera, mormora, ò il dishonora, imo lo lauda, l'inuoca lo ringratia, benedice, eftolle honora, nofolo col core, ma e con la lingua,& cofi offeruail fecondo precetto. Offerua anco if tertio, imperò
AAd 4