LXXIII
rà con fomma giuftitia, fenza tuo danno, con tuagloria, non vuoi fidarti di lui? Quefto è manifefto fegno che non prefti fe de alla fua parola. Non èanco dubio, fe vogliamo cofeffare la verità, che diopofe in Chrifto tutte le noftre iniquità, però l'ingiurie che ci fonno ftate fatte, lui con fomma carità pigiandole per fue, fatisfece per effe fuperabondantemente: però il voler noi vendicare l'ingiurieche ci fonno fatte nelli inimici noftri, è vn dire cheChrifto non ha per effe fatis fatto a fufficientia, benche babbi tanto patito, però ci vogliamo pagaredel fangue de gl'inimici noftri:& cofi quanto che èdal canto noftro, ci fforziamo di rendere vana lapafsione di Chrifto. Et fe dicefsi, fonno pochi gior-nich'io fui ingiuriato, però per effere anco le pia-ghe frefche no perdono: direi che anco le piaghe diChrifto erano frefche, quando in croce da ogni parte pifpinaua fangue, nientedimeno non folamente di core perdonaua a quelli che l'haueuano crocififfo, ma di piu con fomma carità pregando per cf-fi, efponeua in fin la vita per la lor falute. Faccia-dunque in te la ragione lo fpirito, quello che infin ne carnali fa vn longo tempo. Confidera che levendette no folamente difpiacciano fommamentea Dio , ma mettano fotto fopra le famiglie, lerepu-bliche, l'vniuerfo. Et benche le vendette inantiнны г