DI CHI TRADVCE. 13gno‚mentre feruiua i noftri Prencipi,fece(pert quanto mivien detto) vna tartaruca, d’argento,laquale caminan-doper lamenfa, mouendo ipiedi, 1a coda;,& il capo fen’andaua nel mezo;doue apertafi,come vna caffetta,dal-laparte difopra fomminiftraug li(teccad&ti. Quefto me-defimo. ardi poi(‚cofa difperata da tutti) di porfi a le-uar. dal fondo. del mare, oue. era fommer(o la{mifura-ta mole del Galeone di Venetia; ilche,fe bene non glifuccefle,lo fcoperfe nondimeno giuditiofo. inuento-re; lamachinaatta per fud natura ad alzare pefo mag-giore,ondes’argomenta che dall’hauer egli faputo fa-bricare vn’Automato ‚egli haueffe quella cognitio-ne delle machine, che fecondo Herone, in quefta del-le Se mouenti fuole efler comprefa; benchefe'noi vo-lefsimo. gli eflempij de gli antichi, potrefsimo vedereArchita.,& Archimede eccellentifsimi in quefte piace-uolezze eflere. ftati grandifsimi Macfri di Machinebelliche.da offefa,& da diffefa. Herone in quefti duelibretti, per piu cagioni;€ degno.di molta lode I'vnaper la chiarezza,e per la breuitä, con laquale egli in-fegna cofe cotanto intricate, e difficili; l’altra per il bel-V’ordine,emetodo‚,col quale egli fe ne va caminando neldarciad intendere le cofe‚che propone.Il fuo modo€ ri-folutiuo;perciö che propofto, che egli ci hä quanto in»tendedifare, cioe ilfine, ch’egli determina di confegui-re, narrandol’vna cofa dopö F’altra; col medefimo ordi-ne cele viene infegnando;e ritornando fempre indietrocol rifoluere ‚finche egli s abbatte. inquei principij cheadoperati con ordine contrario da chi defidera di com=porre,guidano.al fineintento ,chenella mente dell’artesfice era.principio,fegue egli,parimente] ordine della nazura,laquale da’ pi vniuerfali,e confufi difcend« a’ pi
Joa D partico-