Prefazione vii
e ed il Swammerdam non sarebbono personaggi da pre-
a se ntarli in cosi fatti dialoghi. Dall’altro lato,per quan-
i to accreditati esser possano questi soggetti, non è il loro
a nome , quel, che ha da far la fortuna della mia opera :
laddove introducendolì delle persone piuttosto sem-e plici, avran tuttavia il modo di farsi baslevolmente iu-
1 tendere, e d’aggradire; si veramente, che il lor di-
scorso sia naturale , e insieme ancor profittevole.i Alla fine, siccome qui non si tratta, se non diam-
!- maestrare piacevolmente per un colloquio libero, ee proporzionato alla loro portata , il talento de'giova-
i ni, senza distrarlo con certi caratteri troppo ricercati,e o con un’ aria troppo bizzarra, e per così dir da com-> media, così abbiam creduto di dover, senza tanti ap-: parecchi, portar questa scena in campagna, come luo-
- go naturali Ili mo, e più d’ogni altro adattato a un dia-
t logo concernente la storia della natura ,• servendoci,
per ordinare, o per variarle materie, d’interlocutorii d’età diversa, parte de’quali van comunicando le lore cognizioni a’ compagni, e parte vi s’interessano, perappagare la loro curiosità.
Introducendoli in un dialogo, attenente allescien-
- ze, delle persone triviali, d’un carattere, ed’un ra-ziocinio popolare, cioè a dire de’galantuomini, adu-
a natisi casualmente in conversazione, come tutto gior-i- no succede, olia a titolo d’amicizia, o sia per somi-glianza di genj; te ne ricava pur anche un altro vantag--» gio di più rilievo, che a prima giunta non si vedeva:
concioffiaché, quantunque queste rasi persone non ar-e rivin tantosto a prenderci il sopravvento, comefareb-
, bono i nomi di certi autori famosi , tuttavolta alungo
andare, ci accomodan meglio,non durandosi alcuna fa-a tica a capirli, ed a seguire le loro orme. Se poi si sente
, per bocca loro qualche cosa di curioso, odi nuovo, par
, che ciò faccia nell’animo nostro una maggiore impres-
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