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Tomo I.
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VIII
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vni Prefazione»

lionediquel chefarebbono le domine dun autor ce-lebre . Ci andiam lulìngando dentro noi stessi ; quandosimpara una cosa da soggetti simili a noi ; perché sen-tendoli ragionare, ci riputiamo capaci darrivare a lo-

ro pensieri, e di poterla discorrere al pardi loro si- inalmente la segreta approvazione, che lor si presta,divien, non so come, un naturale incentivo ad imi- !carne l'esempio. i

Eccovi ora il sistema, onde ci siam regolati rispettoalla scelta degl interlocutori de nostri dialoghi.

Un nobile giovanetto, che si va approfittando neglistudi dellumanità, per indi passare a quelli della ret- <

corica , e che chiameremo il Cav. del Broglio , siero- i

va, ( colioccalion dun viaggio intrapreso dal suo Si- i

gnor Padre, per accasare il figliuol primogenito ) in (

una villa dun gentiluomo suo amico , il quale impie- 1

ga la maggior parte della solitaria sua vita nello studio ì

della natura. . c

Questo gentiluomo, nomato il Comedi Gionvalle, «

ravvisando nel nobile giovanetco una capacità , e vi- tvezza di spirito non ordinarie, proccura di seminarvi i

il buon gusto, ed una spezie di filosofia in tutto giove- tvoie, e da per tutto corrente. Chiama a parte dellesue conferenze il Piovano del luogo , uomo già ac- c

ereditato per la sua gran dottrina, ma molto piùac- c

cetto per le maniere graziose, e gentili, che in som- d

mo grado ladornano, e sopra tutto per la sua gran f

pietà. c

E siccome le materie delle I or conferenze saggirano csopra cose le più comuni, e più semplici, sicché per in- ctenderle, non fi richiede un gran sforzo di mente, co- c la gentildonna , consorte di detto Conte, riempie il sinumero degli interlocutori. si

Tutte le osservazioni , che il giovane Cavalieresente far sopra cose da lui giornalmente vedute, sen- d

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