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Tomo I.
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Dialogo Primo. z

Cav. Dappoiché mi faceste veliere cotesti ve-tri , che ingrandiscon gli oggetti piccoli, horavvisate negs insetti delle cose maravigliose .La sola testa d una mostra è tutta adorna dipiogge, di fiori, e di diamanti. Lala d'immoscherino, che sembra a prima vista un con-cetto bianchiccio, senza bellezza veruna, riimirata con più attenzione, fi trova liscia co-me uno specchio, e vaga al pari dell Iride. Mimuoio di voglia dosièrvar per minuto tutco ilrestante.

Cont. Al vedere, voi volete rendervi unuom singolare. Ditemi, Cavaliere, di grazia ,trovate voi uomo al mondo, che fi perda a far-neticare sopraInsetti ? E fi calpestano, opesto meno, non visabbada. Qualora vi di-visaste di prender norma devostri piaceri damiei , v appigliereste ad un modello moltocattivo. Dilettarli del baccano di Parigi , usarsommo studio per avere apprestò di un leg-giadro equippagio, un abito di buon gusto,una tabacchiera suor dell ufo comune ; pren-derli di bel mattino la cura di regolare in iscrit-to il servigio della sua tavola; ultimata questaimportante faccenda, passarla giornata , o invilìte, o al giuoco, andarsene ad ammirareoragl incanti delle Fate al teatro, ed ora i sal-ti d'arlecchino al mercato, questi si chiamanodivertimenti ragionevoli ; questi sono spassi dagalantuomini ; questi finalmente non son sog-getti ad alcun rimprovero. Ma il trapassare,come so io , due terzi dell anno in campagna ;trovar diletto nello studio devarj fenomenidesta natura; esaminare, per modo desempiola struttura del corpo d un animale ; tener die-A 2 tro