Dialogo Primo; j
mille argomenti di maraviglia. Conghietturâ*te, Cavaliere mio caro, da quanto di più comu-ne, e di più sensibile in essi si vede , quale stu-pore ci recherebbe ciò, che agli occhi nostri,ed al nostro intendimento fi cela, qualora nefi svelaste.
Qualunque infetto, tanto volatile j quanto Difilli-rettile, è un piccolo animaletto, composto, o à ne, edi più anelli, che fidifcostano, e si raccostano dJo'l’Tn-fra di loro per entro una membrana comune, ài.che tutti quanti gli accoglie ; ovvero di più la-mette tagliate j che sdrucciolando l’una full’al-tra, si muovono ; o finalmente di due o tre par-ti principali , che non s’ attengono insieme,se non per un filo , che nodo, o spezzatura sinoma.
Della prima, generazione son tutti i vermi,tanto quelli j che son forniti di gambe § quantoquelli, che ne son senza. Questi vermi, qual-A .3 ora
x. Gli anelli, o museali distribuiti in tanti cerchiet-ti , racchiusi dentro una medesima pelle.
2. Le lamette, che sdrucciola nol’ lina sull’ altra.
3.I filetti, o strozzature, o vertebre degl’insetti ,
4. sdenti, ovvero seghe de’medesimi.
5. Gl’ inserti appesi al lor filo.
6. Le molle delle cavallette, 0 locuste .
7. Le antenne degl’ insetti.
8. Le antenne pannocchiute, omazzocchiute.
g. Le ali de’ grilli.
io Le ali degli scarafaggi.
xi. L’astuccio, ò custodia dell’alighe riparalemedesime dagli urti de’ corpi duri, e dâ’ umido del-la notte, nei qual tempo stanno in funzione.
Quanto a’grilli, se ne trovano di varie spezie, mamolte più ancora sono le razze degli scarafaggi, de’mosci ni, e' delle cimici. Nomon le abbiamo descrit-te tutte în particolare, per non attediare il lettore, eper non dilungarci dal fine, che ci siamo proposti.