Gli orga-ni , e glistrumen-ti degl’Insetti.
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rarli. Trovano quasi tutti la lor salvezza nellagilità per la fuga, e in coiai gì usa fi liberanda ogni pericolo; quelli coll’ajuto dell’ale,quelli coll’argomento d’un silo, fu cui si so-stengono, nel buttarsi di punto in bianco giùdalle foglie, ove albergano, e nel dilungarsidall’inimico, che rie va in traccia, ed altricolf elastiche vertebre de’ piò di dietro, il cui ■grilletto li lancia tanto lontani, r che li trae suo- |ri d’irripaccio. Infiamma, dove manca la sor- !za , supplisce sarte , e i’astuzia ; e quellaguerra continua , che noi veggiamo fra gli ani-mali, appieda a molti di loro il condiano ali-mento , e ne conferva nel tempo siedo di tuttele spezie un numero sufficiente a perpetuarle . |Voi rimanete, senz’ alcun dubbio, stordito, [a veder la natura cosi affaccendata nel!’abbi- 'gliare, e fornire de’militari attrezzi cotesti in- jsetti, che noi sprezziamo. Ma più ancora vi ;stupireste, se cominciaste ad esaminare minu- [tamente la struttura degli organi , che loro |diede , per poter vivere, e l’artifizio degli Uro- 'menti, che lor concesse, perché potettero tut- 'ti, secondo il lor mestier i lavorare . Conciof- |fiacosachè ciascun di loro ha un mestiere. Par-te sanno filare ; ed oltre alle dita, hanno an- 'fcora due rocche, per isconocchiare il filato.Parte san tessere, e far le reti, - e a tal oggettoson corredati di gomitoli, e spole. Ven’hadiquelli, ch’esercìcan sarte del legnaiuolo ; e sonpremuniti di due roncole, per tagliare il le-gname. Ve ne sono taluni, che lavoran di ce- >re, e la di loro bottega è ben tornita di rasie-re , di mestole , e di cazzuole . Hanno la mag-gior parte una tromba, che più mirabile pe’
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