Dialogo Primo. 17
prodotti da una sapienza, che tutto può, o 'veramente generati dal calo, e dal concorsofortuito di pochi umori alterati, e scomposti.
Ora egli è un assurdo grandissimo il giudicare,che il caso operi checchessia; e un altro nonminore del primo , il creder, ch’egli operi condisegno, con antivedimento , e con regola.
Il perché quella sapienza medesima , che lìravvisa con istupore nella struttura dei corpoumano, lì trova eziandio nella formazione diquel d’un insetto ; e la corruzione tanto è ma-dre di questi , quanto lo è degli altri animali,e desii uomini stessi. Resta ora a vedere, sequest’ insetti nascano in virtù d’ una creazionestraordinaria, e sempre nuova , dovunque ap-pariscano ;o se provengan da’germi ,cbe Iddiofin dal principio del mondo abbia riposti in cia-scuna spezie, e dove abbia sin d’allora deli-neati , e disposti in piccolo tutti gli organi de-gli animali futuri, affinchè col tempo spun-tassero suora. Questa seconda opinione sembrapiù conforme alla ragione , al Esperienza, ali'onnipotenza di Dio , ed alla Sacra Scrittura,
(a) la qual ne insegna avere egli fin da prmci-OOGerr.2pio ordinato, che ciascuna pianta contenesseinsè il germoglio delia sua simile, e che cia-scuno animale «'andasse moltiplicando secon-do la propria spezie.
Cav. Comincio ora a vedere, che il fatto p r j mosta, come voi dite. Pure si dura fatica a disino- stato de-primersi dalla mente , che gl’insetti sian gene- gl' Infet-tati dalla putredine: condossiachè non sito- ri-tto un pezzo di legno marcisce, o un carnameli putrefa , che vi lì vedono brulicare de’ver-mi. Cerne dunque vi nascono?
T a m. I. B
Cont.